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Le parole in corsivo (sottolineate in blu) aprono la voce corrispondente nel vocabolario. Il testo in italiano nelle note non viene linkato.

 

C’erano una volta una moglie ed un marito che si chiamavano Ntunétt e Necole. La donna, per essere certa che il menù del giorno dopo fosse di suo gradimento, chiedeva ogni sera al marito:

Neco’, k’é coce quann%C3%A9ccr%C3%A0" title="Vocabolario: quannéccrà">quannéccrà?

Ntuné, - le disse l’uomo una volta - cra famm nu bèll piatt de pènecòtt ke cecorie, rafanèll, fève, iàgghie, pemmedore… e mìttece pure na patène!”.

La mattina dopo, come al solito, il marito si recò nei campi e la moglie si dedicò alle faccende domestiche. Poi, nel tardo pomeriggio, accese il fuoco dint u fucarìle, mise sope u treppéde la cavedère, ci versò dentro l’acqua con una manciata di sale e, quando questa cominciò a bollire, mise a cuocere via via le varie verdure e infine ci aggiunse il pane.

Quando Necole fu di ritorno, trovò, sope la buffétt, esattamente quello che si aspettava di trovare, e cioè il piatto, da cui mangiavano ambedue, ricolmo di fumante pancotto

Dopo che si fu lavato, l’uomo prese u stagnarìll e cominciò a versare l’olio, abbondando dalla parte dove avrebbe mangiato lui e scarseggiando dall’altra.

Avendo notato il fatto, prima di mettere mano alla forchetta, la moglie ruotò il piatto in modo da avere la parte meglio condita davanti a sé.

Ma pecché ha ggerète u piatt?”, chiese il marito sorpreso.

Neco’, - rispose la donna - u monn gire e i cose ne nponn iì sèmp accome vu tu!”.

E fu quello il primo, garbato attacco, da parte sua, allo strapotere fin allora indiscusso del marito.