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Raccolta di Antonio Lombardi

Proverbi della lettera A

127 proverbi · testo validato sul facsimile · lettera A

  1. 1pagina 1

    A cécecécececeApri nel vocabolario a cécecécececeApri nel vocabolario ciaiénghie la pignètepignètepignattaApri nel vocabolario.

    Invito a perseverare: “Un cece alla volta si riempie la pignatta”, e cioè i piccoli risparmi diventano col tempo un bel gruzzolo.

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  2. 2pagina 1

    A chi DdìeDdieDioApri nel vocabolario nne dà i figghie, u diàvelediàvelediavolo/iApri nel vocabolario dà i nepùte.

    A chi il Signore non dà i figli, il demonio dà i nipoti // Nel proverbio è possibile cogliere un riferimento all’uso un tempo diffuso tra le coppie sterili di adottare un nipote del marito o, caso più frequente, della moglie.

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  3. 3pagina 1

    A chi fatìefatìefaticaApri nel vocabolario sarda mézemézemezzo litro (na méze d’ vine) - 2) agg. metàApri nel vocabolario, a chi nne fatìefatìefaticaApri nel vocabolario sarda sènesènesanoApri nel vocabolario.

    Denuncia di ingiuste violazioni alla meritocrazia, contiene di notevole la menzione della sarda, un tempo apprezzato companatico: “A chi lavora metà sarda, a chi non lavora sarda intera”.

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  4. 4pagina 1

    A chi parl tròpp ciassék la lénglénglinguaApri nel vocabolario.

    Un rischio che corrono i chiacchieroni: “A chi parla troppo si secca la lingua”.

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  5. 5pagina 1

    A chi pigghie u iàbbiàbbgabboApri nel vocabolario aièsce u iòbbiòbbgobbaApri nel vocabolario.

    A chi si fa gabbo degli altri esce la gobba (vedi tavola del Mitelli).

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  6. 6pagina 1

    A chi pòrtpòrtméttece a pòrt: fare l’autostop · l’attuale Corso GaribaldiApri nel vocabolario ce rèperèperapaApri nel vocabolario la pòrtpòrtméttece a pòrt: fare l’autostop · l’attuale Corso GaribaldiApri nel vocabolario.

    A certe porte bisognava un tempo presentarsi con qualcosa tra le mani: “A chi porta si apre la porta”.

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  7. 7pagina 1

    A chi rraccont i fatt de l’àveteàvete“-Quist iè n’àvete!” · n’àvetu libbre, n’àveta chèse, n’àtu crestiène, n’àta voteApri nel vocabolario, nne Ili decènn i fatta tó.

    A chi racconta i fatti degli altri, non fargli sapere i tuoi / Di valore analogo è il consiglio presente tra i proverbi biblici: “A chi parla troppo non far confidenze”.

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  8. 8pagina 2

    A chi sta còttcòttcottoApri nel vocabolario l’acqua fréddfréddfreddoApri nel vocabolario li pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario vellùte.

    Le brutte esperienze rendono diffidenti: “A chi si è già scottato, l’acqua fredda pare bollente!”.

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  9. 9pagina 2

    A chi tanta tant e a chi nènta nèntnèntnienteApri nel vocabolario!

    Più che di un proverbio vero e proprio, si tratta di un moto d’invidia: “A chi tantissimo e a chi niente!”.

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  10. 10pagina 2

    A chi té la chèpa stòrtstòrtstortoApri nel vocabolario dalli mugghiéremugghiéremoglieApri nel vocabolario.

    A chi ha la testa storta dagli moglie (ché ci penserà lei a raddrizzargliela) / Variante: A iòme pazz dalli mugghiéremugghiéremoglieApri nel vocabolario.

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  11. 11pagina 2

    A chiàgnechiàgnepiangereApri nel vocabolario u mòrtmòrtmortoApri nel vocabolario sò làcreme perdute.

    A piangere il morto sono lacrime perdute // Già i latini dicevano: “Nullus homo lacrimis unquam revocatur ab umbris” (Nessun uomo viene mai richiamato con le lacrime dai morti).

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  12. 12pagina 2

    A cumandàcumandà-ète · cumandà a bacchétt: usare un autoritarismo da direttore d’orchestraApri nel vocabolario nce sude.

    A comandare non si suda // Variante: Cumandàcumandà-ète · cumandà a bacchétt: usare un autoritarismo da direttore d’orchestraApri nel vocabolario iè iàrta leggére.

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  13. 13pagina 2

    A dà cunsìglie tutt sò bónebónebeneApri nel vocabolario.

    Poiché non costano niente: “A dare consigli tutti sono buoni”.

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  14. 14pagina 2

    A ddìce u mèleméleVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolariopucchètepucchètepeccato (chiàgne u pucchète)Apri nel vocabolario.

    “Parlar male del prossimo è peccato”, e si tratta di un peccato in cui si cade molto di frequente.

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  15. 15pagina 2

    Ai besògne ce canòscene l’amice.

    “Nei momenti del bisogno si riconoscono gli amici veri”, e spesso si hanno delle amare sorprese.

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  16. 16pagina 2

    Ai busciàrdbusciàrdbugiardoApri nel vocabolario la Madonn li méttméttmettereApri nel vocabolario u foche mmókmmókin boccaApri nel vocabolario!

    Un modo per dissuadere i bimbi dall’inventarsi frottole: “Ai bugiardi la Madonna mette il fuoco in bocca!”.

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  17. 17pagina 2

    Ai chèsechèsecasaApri nel vocabolario ’i puverétt nne mmànchene stòzzstòzzpezzoApri nel vocabolario

    Nelle case dei poveretti non mancano i tozzi di pane.

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  18. 18pagina 3

    Ai chèsechèsecasaApri nel vocabolario ‘i sunatùre nce pòrtene serenète.

    A casa dei suonatori non si portano serenate.

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  19. 19pagina 3

    Ai fusèrefusèrecostruttore e venditore di fusiApri nel vocabolario nne mmànchene i fuse, a i puttèneputtènemeretrice/iApri nel vocabolario nne mmànchene i scuse.

    Volendo, si trova una giustificazione a tutto: “Ai fusaioli non mancano fusi, alle meretrici non mancano scuse”.

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  20. 20pagina 3

    Ai ialantome ncerèstrèstrestoApri nel vocabolario, a i féssféssstupidoApri nel vocabolario nce dà respòst.

    Ai galantuomini non si dà resto, ai fessi non si dà risposta.

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  21. 21pagina 3

    A i mmalamèntmmalamèntcattivoApri nel vocabolario Gése Crist dà la zóca lòng.

    Ai malvagi il Signore dà corda lunga // ZóchezóchecordaApri nel vocabolario (corda) è qui metafora della vita stessa.

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  22. 22pagina 3

    Ai scàvezescàvezescalzoApri nel vocabolario ce vénnvénnvendereApri nel vocabolario la sólesólesoleApri nel vocabolario.

    A chi è scalzo si vende la suola.

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  23. 23pagina 3

    Ai spruvvìstspruvvìstsprovvistoApri nel vocabolario pruvvéde Crist.

    Agli sprovvisti provvede Cristo.

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  24. 24pagina 3

    Ai uèieuèieguaio/iApri nel vocabolario ce vónn i remèdie.

    Per i guai occorrono rimedi.

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  25. 25pagina 3

    A lìnnère ce zapp, a FebbrèreFebbrèreFebbraioApri nel vocabolario ce pute.

    Attività invernali: “A Gennaio si zappa, a Febbraio si pota”.

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  26. 26pagina 3

    A la bèlla uagliole nne mmank u nnammurètennammurèteinnamoratoApri nel vocabolario.

    Alla bella ragazza non manca l’innamorato.

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  27. 27pagina 3

    A la calètecalètecalataApri nel vocabolario d’u sólesólesoleApri nel vocabolario aièscene i mariùle.

    I ladri amano la complicità del buio: “AI tramonto del sole si mettono in giro i ladri”.

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  28. 28pagina 3

    A la CannelòreCannelóreCandelora (2 Febbraio)Apri nel vocabolario ogni iallìneiallinegallinaApri nel vocabolario arrìve all’óveóveuovo (tené l’óve ncróce: non riuscire a stare fermi)Apri nel vocabolario.

    Chi ha galline può verificare: “Alla Candelora (il 2 Febbraio) ogni gallina inizia a deporre le uova”.

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  29. 29pagina 4

    A la CannelòreCannelóreCandelora (2 Febbraio)Apri nel vocabolario ògni vernètevèrnétestagione invernaleApri nel vocabolariofórefórefuoriApri nel vocabolario!

    All'inizio di Febbraio si può avere l'impressione che il peggio sia ormai alle spalle: “Alla Candelora l’inverno è ormai fuori” // Non tutti la pensano in questo modo, almeno a giudicare dalla nota filastrocca: “A la CannelòreCannelóreCandelora (2 Febbraio)Apri nel vocabolario ògni vernètevèrnétestagione invernaleApri nel vocabolario iè fore!”. Ha rrespòst la vècchievècchieanzianoApri nel vocabolario arraiète: “Nn'è vvére e nn’è veretète: se vvu sta cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario secùresecùresicurezza per armi da fuoco (méttApri nel vocabolario quann càlene i metetùre; se vvu sta cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario ssecurète, quann la fiquere iè mmaturéte!”.

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  30. 30pagina 4

    A la CuncèttCuncèttFesta dell’Immacolata Concezione che cade l’8 DicembreApri nel vocabolario: a NatéleNatèleNataleApri nel vocabolario diciassètt.

    Alla Concetta (8 Dicembre), mancano diciassette giorni a Natale // Qui vista semplicemente come una tappa di avvicinamento al Natale, l’Immacolata Concezione è in realtà essa stessa una ricorrenza ad Apricena molto sentita, infatti ancora oggi bambini e ragazzi ammucchiano, nei vari rioni, enormi cataste di legna che poi accendono di sera, divertendosi all’intorno con fuochi d’artificio e botti di piccola taglia. La tradizione deriva dai fuochi accesi, a Roma, dai fedeli la notte dell’8 Dicembre 1874, per festeggiare la proclamazione, da parte di Pio IX, del dogma dell’Immacolata Concezione di Maria Vergine.

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  31. 31pagina 4

    A la iallina màgnia màgne ce crépecrépecrepaApri nel vocabolario u vavàccevavàccegozzoApri nel vocabolario.

    Sui pericoli che si corrono a ingozzarsi oltre misura: “Alla gallina insaziabile crepa il gozzo”.

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  32. 32pagina 4

    A la lamp, a la lamp, chi fa i figghie ca ce li camp!

    Il nonsenso iniziale è dovuto a ragioni di rima: “Alla lampada, alla lampada: chi mette al mondo i figli, dia loro da campare”.

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  33. 33pagina 4

    A la MadònnMadònnMadonnaApri nel vocabolario ‘i NcurnèteNcurnèteIncoronataApri nel vocabolario, ièscene pure i sant tarlète.

    Alla Madonna dell’Incoronata, escono anche i santi tarlati // Il detto evoca il fatto che un tempo, in occasione della festa patronale, veniva tirata fuori dalle chiese tutta una serie di statue delle quali alcune portavano evidenti i segni dell'età; nel proverbio è inoltre possibile cogliere un’allusione a quelle donne che se ne stanno di solito chiuse in casa, ma che, in onore della Patrona, fanno uno sforzo doveroso.

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  34. 34pagina 5

    Ala MadònnMadònnMadonnaApri nel vocabolario ‘i NcurnèteNcurnèteIncoronataApri nel vocabolario,
    l’òrieòrieorzoApri nel vocabolariochiénechiéne“Trippa chiène cant e cammiscia nétta no”Apri nel vocabolario e u rènerènegranoApri nel vocabolario è spechète.

    La festa patronale cade l’ultima domenica di Maggio, quando la mietitura è ormai prossima: “Per la Madonna dell’Incoronata, l’orzo è pieno ed il grano è spigato”.

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  35. 35pagina 5

    A la MadònnMadònnMadonnaApri nel vocabolario ’i NcurnèteNcurnèteIncoronataApri nel vocabolario, maccarùnemaccarónemaccheroneApri nel vocabolario e supprescètesupprescètesoppressataApri nel vocabolario.

    Con la processione da seguire, a tavola si va sugli sbrigativi maccheroni al ragù preparato, con soppressata o altro, già la mattina: “Il giorno dell’Incoronata, maccheroni e soppressata!”.

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    A la méssméssmessaApri nel vocabolario de TarranóveTarranóvePoggio ImperialeApri nel vocabolario, chi ce trova tróve, e chi nce vo truvà ca ce iéssièssessereApri nel vocabolario a nnammuccià!

    Il distico, divenuto proverbiale per dire che si farà a meno degli assenti, è l’ultimo avvertimento che, nel gioco del nascondino (cole a nnammuccià), chi sta sotto lancia ai compagni prima di mettersi alla loro ricerca: “Alla messa di TarranóveTarranóvePoggio ImperialeApri nel vocabolario (Poggio Imperiale) chi si trova trova e chi non vuol trovarsi che andasse a nascondersi!”.

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    A la mute a la mute: chi parl è chernute!

    Con l'esclamazione si riprova l'ostinato mutismo in cui a volte qualcuno si chiude: “Alla muta, alla muta: chi parla è comuto!”.

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    “A la nchianètenchianèteripida salita - 2) scalinata e relativo vano di accessoApri nel vocabolario te vóie!”, ha dítt Trònzele.

    " - Ti voglio alla salita -, ha detto Trònzele", rivolgendosi al cavallo che in discesa aveva trotterellato briosamente: è nelle difficoltà che, da uomini e bestie, viene fuori il carattere.

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  39. 39pagina 5

    A la Prucine, camp de fiùre, pòverepòverepoveroApri nel vocabolario e rik sò tutt signùre.

    Detto creato da un apricenese orgoglioso sia del paese che dei compaesani: “Ad Apricena, campo di fiori, poveri e ricchi sono tutti signori” // La stessa struttura metrica ha la battuta sugli abitanti della vicina San Paolo: “A San Pàvele, camp de màvelemàvelemalva (nsc. Althaea rosea)Apri nel vocabolario, iòmmene e femmene sò tutt diàvelediàvelediavolo/iApri nel vocabolario”.

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  40. 40pagina 6

    A la Prucine ha iì k'i scarp biank!

    Detto raccolto di persona a San Severo: “Ad Apricena devi andare con le scarpe bianche!” // L'esortazione, rivolta a chi avesse avuto in animo di venire ad Apricena per i festeggiamenti in onore dell’Incoronata, lascia trasparire il fatto che, per l’occasione, si faceva grande sfoggio d’eleganza alla quale bisognava che gli stessi forestieri si adeguassero per non sfigurare.

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  41. 41pagina 6

    A la Prucine màgnene bbóne pure i iókiòkchiocciaApri nel vocabolario k'i pucìnepucìnepulcinoApri nel vocabolario.

    Altra attestazione di orgoglio campanilistico, questa volta basato sulla presunzione di un diffuso benessere: “Ad Apricena mangiano bene anche le chiocce con i pulcini”.

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  42. 42pagina 6

    A la rise ce vò la ccadènzccadènzoccasione adattaApri nel vocabolario e a u parlàparlàparlareApri nel vocabolario ce vò la sustànz.

    Il riso richiede l'occasione giusta e il discorso concretezza.

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  43. 43pagina 6

    A la sciótesciótescioglimentoApri nel vocabolario de la névenéve“Vó fa d’néve!”: Ce ne vuole di tempo! · nevèreApri nel vocabolario ce védene i strùnzele.

    I nodi vengono, prima o poi, al pettine: “Dopo che si è sciolta la neve, si vedono gli escrementi”.

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  44. 44pagina 6

    A la scutelète d’u sak, ce védevedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario se iè polvere o iè farine.

    Detto di valore analogo al precedente: “Quando si scuote il sacco, si vede se c'è dentro polvere o farina”.

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  45. 45pagina 6

    A la stutètestutètedi stutà: spento - 2) sf. spegnimentoApri nel vocabolario de la luce, accome iè la bbèll accuscì iè la brutt.

    Le differenze tra le donne sono più apparenti che reali: “Spenta la luce, com’è la bella così è la brutta” // Di senso analogo è il proverbio latino: “Sublata lucerna, omnes mulieres aequales sunt”.

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  46. 46pagina 6

    A llavà la chèpechèpetestaApri nel vocabolario a u ciùcceciùccesomaroApri nel vocabolario, ce rremìtt iàcque e sapone.

    E' inutile sgolarsi con chi non vuol sentire ragioni: “A lavare la testa all’asino, ci rimetti acqua e sapone”.

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  47. 47pagina 6

    A Ilóche stréttstréttstretto (strétt d’mène: avaro)Apri nel vocabolario ficchete ammézeammézein mezzoApri nel vocabolario.

    Nelle case dei poveri l'ospitalità è di solito generosa: “In un luogo stretto, ficcati in mezzo” // Variante: “A llètt stréttstréttstretto (strétt d’mène: avaro)Apri nel vocabolario cuchete ammézeammézein mezzoApri nel vocabolario”.

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  48. 48pagina 7

    A magnià e a memenà-ète · spingere innanzi gli animali con grida e persosseApri nel vocabolario mazzètemazzètemazzata/eApri nel vocabolario,
    o te mine apprìmeapprìme“Chi móre apprìme ce la ffrànk dópeApri nel vocabolario o sì frechètefrechèteguastoApri nel vocabolario.

    In non poche circostanze è assolutamente necessario essere tempestivi: “Quando c'è da mangiare e da menare le mani, o parti per primo o resti fregato”.

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  49. 49pagina 7

    A magnia magne e sbertudète Sant Necole li vote u spédespèdespadaApri nel vocabolario.

    C'è sempre un santo che dà una mano a golosi e incpaci: “A golosi e inetti San Nicola rivolta lo spiedo” // In alcune versioni garganiche è il demonio ad assecondare le cattive inclinazioni (A sfateiète e cannarùtecannarùteingordoApri nel vocabolario va u diàvelediàvelediavolo/iApri nel vocabolario e li vote u spédespèdespadaApri nel vocabolario). Una probabile distorsione del proverbio di cui sopra è la variante: “A magnia magne e sbertudète Sant Mechéle li véte la spédespèdespadaApri nel vocabolario” (e cioè: San Michele volge altrove la spada risparmiando viziosi e buoni a niente).

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  50. 50pagina 7

    A murìmurìmorire (murì d’fèmeApri nel vocabolario e a paiàpaiàpagareApri nel vocabolario ha sèmpsèmpsèmpreApri nel vocabolario retardà.

    Per cose sgradevoli c’è sempre tempo: “A morire ed a pagare devi sempre ritardare”.

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  51. 51pagina 7

    A NatèleNatèleNataleApri nel vocabolario k'i muss vunt e dópedópeVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario NatèleNatèleNataleApri nel vocabolario ce fann i cunt.

    Nei periodi festivi ci si lascia andare a volte a qualche spesa di troppo: “A Natale coi musi unti e dopo Natale si fanno i conti”.

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  52. 52pagina 7

    A NatèleNatèleNataleApri nel vocabolario u pòrcepòrcemaialeApri nel vocabolarioièssièssessereApri nel vocabolario accise.

    “Per Natale il porco vuole essere ammazzato”, perché è ormai grasso al punto giusto // Fino al 1974, quando, per motivi igienici, vi fu proibita la vendita di animali, era costume diffuso ad Apricena comprare un maialino alla fiera settembrina di Santa Maria e crescerlo in casa per poi macellarlo nel periodo natalizio, il che avrebbe assicurato una riserva di carne per tutto l'inverno.

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  53. 53pagina 7

    A ogni chèsechèsecasaApri nel vocabolario ce sta na croce.

    Un invito alla rassegnazione, in quanto ben poche famiglie non hanno problemi: “In ogni casa c'é una croce!” // Variante: Sope a ogni chèsechèsecasaApri nel vocabolario ce sta nu pìncepincetegola/eApri nel vocabolario róttróttrotto - 2)sf. grottaApri nel vocabolario (Su ogni casa c’è una tegola rotta).

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  54. 54pagina 8

    A ògni iànema nète DdìeDdieDioApri nel vocabolario pruvvéde.

    Un’esortazione ad aver fede nella Divina Provvidenza: “Il Signore provvede ad ogni anima concreata”.

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  55. 55pagina 8

    A parlàparlàparlareApri nel vocabolario ce vò fertune.

    “Nel parlare occorre fortuna”, perché, oltre a quello di dire sciocchezze, si corre spesso il rischio di essere fraintesi.

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  56. 56pagina 8

    A parlàparlàparlareApri nel vocabolario iè facele, a fa iè defficele.

    Tra il dire e il fare: “A parlare è facile, il difficile è fare”.

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  57. 57pagina 8

    A Pasque e a NatéleNatèleNataleApri nel vocabolario ce rrecchìscene i furnèrefurnèrefornaioApri nel vocabolario.

    “A Pasqua ed a Natale si arricchiscono i fornai” in quanto le famiglie sprovviste di forno vi portavano un tempo a cuocere i dolci della tradizione, e cioè sardll, tarallùccetarallùccetarallucci salatiApri nel vocabolario e ciambèllciambèllciambella/eApri nel vocabolario a Pasque, e nèvelenèveledolci tipici del periodo natalizioApri nel vocabolario, puperòte e caveciùnecaveciónepanzerotto/iApri nel vocabolario a NatèleNatèleNataleApri nel vocabolario.

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    A poche a poche c’é fatt RómeRómeRomaApri nel vocabolario.

    Le imprese impegnative richiedono tempi lunghi: “Roma è stata costruita un po alla volta”.

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  59. 59pagina 8

    A San Pietre, o pagghie o fiéne.

    A San Pietro (29 Giugno), si è già mietuto e quindi si è in grado di verificare se si è raccolto paglia o fieno.

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    A San Sevéresevérevisiera di berrettoApri nel vocabolario ce magne e ce vévevèvebavaApri nel vocabolario!

    “A San Severo si mangia e si beve!” // Narra un aneddoto che un sanseverese, imbattutosi in un apricenese, chiese prima una cartina, poi del tabacco e infine un fiammifero per accendere, sottolineando ogni volta la richiesta con la battuta di cui sopra: dal benessere di cui godevano i suoi compaesani lui era evidentemente l’unico escluso.

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    A San Sevéresevérevisiera di berrettoApri nel vocabolario ce schèse k'u taschéppènetaschéppènetascapaneApri nel vocabolario.

    Un tempo, per molti e dovunque, e non solo a San Severo, ci voleva davvero poco per fare un trasloco: “A San Severo si trasloca col tascapane”.

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    A sant vècchievècchieanzianoApri nel vocabolario nciappìccene cannélecannélecandela/eApri nel vocabolario.

    A santo vecchio non si accendono lumi // Nel proverbio è possibile cogliere un’allusione ai maneggioni che da vecchi, non avendo più potere, vengono trascurati da tutti.

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    A secchiéttsecchiéttsecchioApri nel vocabolario a secchiéttsecchiéttsecchioApri nel vocabolario, ciassék u puzz

    Secchio dopo secchio, si prosciuga il pozzo // Più che ai pozzi, il proverbio allude a i puscìnepuscìnecisterna per la raccolta di acqua piovanaApri nel vocabolario, e cioè alle cisterne ove l’acqua affluiva, e affluisce ancora, solo in occasione delle piogge.

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    A sètt mise, pann stìse.

    “A sette mesi, panni stesi”, e cioè, al settimo mese di gravidanza, il corredino per il nascituro dev'essere già pronto, perché il parto può avvenire da un momento all’altro.

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    A stu monn sime de passàgge.

    Constatazione a fronte di decessi improvvisi: “A questo mondo siamo di passaggio!”// Variante: A stu mónnmónnmondo (all’atu mónn: nell’al di là)Apri nel vocabolario nsime nèntnèntnienteApri nel vocabolario!

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    A TarranóveTarranóvePoggio ImperialeApri nel vocabolario l’òmmene dint e i fémmenefémmenedonnaApri nel vocabolario fórefórefuoriApri nel vocabolario.

    A Poggio Imperiale gli uomini dentro e le donne fuori a lavorare // L’inversione dei ruoli, in una società ancorata ai valori tradizionali, era ed è vista come innaturale. Che poi a TarranóveTarranóvePoggio ImperialeApri nel vocabolario le cose stessero o stiano davvero così, è tutto da verificare.

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    A tutt vann ce stann bbòne e mmalamèntmmalamèntcattivoApri nel vocabolario.

    Proverbio cosmopolita: “Dovunque ci sono buoni e cattivi”.

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    A tutt vann ce vò la réveleréveleregolaApri nel vocabolario!

    Invito a non strafare: “Dovunque occorre il senso della misura”.

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    A u bbruzzése l’ha dà na vèmbrevèmbrelama d’aratroApri nel vocabolario pe sfeccàsfeccàsconficcareApri nel vocabolario n’ècheècheagoApri nel vocabolario.

    Il proverbio rievoca i baratti con i pastori d’Abruzzo, i quali erano molto tirati negli affari: “All’abruzzese devi dare un vomere per averne in cambio un ago”.

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    A u cavàllcavàllcavalloApri nel vocabolario strak DdîeDdieDioApri nel vocabolario li mann i móskmóskmosca/scheApri nel vocabolario.

    AI cavallo stanco il Signore manda le mosche.

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    A u cavàllcavàllcavalloApri nel vocabolario stregghiète lucechéie u pile.

    AI cavallo strigliato luccica il pelo.

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  72. 72pagina 10

    A u chiàntchiantpiantoApri nel vocabolario d’u réreréreerede (lassà a li rére)Apri nel vocabolarioscémescémescemoApri nel vocabolario chi ce crédecrédecredoApri nel vocabolario.

    “AI pianto dell'erede è stupido chi ci crede” perché, dentro, sta gongolando all’idea di poter presto agguantare la sospirata eredità.

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  73. 73pagina 10

    A u mèremèremare (mère mère: lungo la riva del mareApri nel vocabolario va l’acque.

    AI mare, che ne ha già tanta, arriva acqua da ogni parte.

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  74. 74pagina 10

    A u mmèle penzànt vé u mmèle penzérepenzérecruccioApri nel vocabolario.

    Al malpensante viene il cattivo pensiero // Più esplicita è la nota variante: “MmèlepènzmmèlepènzmalignoApri nel vocabolario: accome iè accuscì ce pènz”.

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    A u mmèle zappatóre li dà mpìccempìcceaffariApri nel vocabolario la sderràzzsderràzzraschietto per pulire l’aratro o la zappaApri nel vocabolario.

    AI cattivo zappatore dà fastidio il raschietto // La sderràzzsderràzzraschietto per pulire l’aratro o la zappaApri nel vocabolario è una palettina di ferro che i contadini portano appesa alla cintola per ripulire, all'occorrenza, la lama dalla terra che vi si appiccica.

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  76. 76pagina 10

    A u mmèle zappatóre nesciuna zapp li pièce.

    Al cattivo zappatore non piace nessuna zappa // Variante raccolta a San Severo: A u mmèle zappatóre ogni zapp dà delóredelóredolore: delóre d’chèpe (mal di testa)Apri nel vocabolario.

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  77. 77pagina 10

    A u prime fréddfréddfreddoApri nel vocabolario d’Avust ce canòscecanósceconoscereApri nel vocabolario u pòverepòverepoveroApri nel vocabolario da u rik.

    “Ai primi freddi di Agosto si riconosce il povero dal ricco”, il che avviene in base alla qualità dell’abbigliamento autunnale.

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  78. 78pagina 10

    A u quart ’la vunnèlI, curr curr ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario bèllbèllbelloApri nel vocabolario,
    a u quart 'u cavezónecavezónepantaloniApri nel vocabolario, nne ccurrèn ca nne pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario bbóne.

    In casa di una coppia: “Se sei parente della gonnella, accorri ché sembri bello, se appartieni ai pantaloni, non accorrere ché non sembri buono” // Variante: A u quart ‘i vunnéllvunnèllgonnaApri nel vocabolario sò tutt ziarèllziarèllstelle filantiApri nel vocabolario, a u quart ‘i cavezùne sò tutt scarrafùne.

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  79. 79pagina 10

    A u sciume ca nne ffa remóreremórerumoreApri nel vocabolario nce passann da dint.

    Un invito a diffidare delle apparenze: “A un fiume che non fa rumore non ci passare in mezzo”.

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  80. 80pagina 11

    A u stracciète lu móccechene i chènechènecane (ièss chène: essere attaccati al proprio)Apri nel vocabolario.

    Non c’è pietà per i poveri: “I cani mordono chi è vestito di stracci”.

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  81. 81pagina 11

    A u tèmptèmptempo cronologico - 2) condizioni atmosfericheApri nel vocabolario de la ràsce mìne la chièvechièvechiaveApri nel vocabolario a la càsce.

    Un invito a risparmiare nei periodi di vacche grasse perché in quelli di penuria c'è ben poco da mettere da parte: “In tempi di abbondanza chiudi a chiave la cassa”.

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  82. 82pagina 11

    A u tèmptèmptempo cronologico - 2) condizioni atmosfericheApri nel vocabolario d’i melùnemelónemelloneApri nel vocabolario nne mprestànn u curtèllcurtèllcoltelloApri nel vocabolario.

    “AI tempo dei meloni non prestare il coltello”, perché esso è indispensabile per aprire e gustare i meloni stessi.

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  83. 83pagina 11

    A u vèrn ce vónn fóchefóche“U fóche nciappicce sóle” · anche spèreApri nel vocabolario e strafóche.

    A poterseli permettere: “D'inverno occorrono fuoco e cibo in abbondanza”, e cioè calore e calorie.

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  84. 84pagina 11

    A vint’ann sì bbèll, a trènt fa u cerevèllcerevèllcervelloApri nel vocabolario,
    a quarànt fa la rròbbrròbb“Rròbba vècchie nchèse d’pazz móre” · lavà, spann, sterà i rròbbApri nel vocabolario e a cinquànt fa la iòbbiòbbgobbaApri nel vocabolario.

    Un paradigma esistenziale: “A vent'anni sei bello, a trenta metti cervello, a quaranta fai la roba ed a cinquanta la gobba”.

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  85. 85pagina 11

    AbbèdeabbèdebadaApri nel vocabolario accome parl!

    Invito a misurare le parole: “Attento a come parli!” // L’avvertimento è spesso seguito dalla minaccia: “T’avéssa romp u muss!”.

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    AbbèdeabbèdebadaApri nel vocabolario addóva mitt i pèdepédepiedeApri nel vocabolario!

    Non si procede con la testa tra le nuvole: “Attento a dove metti i piedi!”, perché i rischi che si corrono non sono pochi.

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  87. 87pagina 11

    AcchièneacchiènepianoApri nel vocabolario acchièneacchiènepianoApri nel vocabolario e sèmpsèmpsèmpreApri nel vocabolario sèmpsèmpsèmpreApri nel vocabolario:
    nte fermà ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario brutt, nte sudà ca te fa mèleméleVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario.

    Un invito a procedere con costanza ma senza fretta: “Piano piano e sempre sempre: non fermarti ché daresti una brutta impressione, non sudarti ché potrebbe. farti male” // “Festina lente!” (Affrettati lentamente!) era il consiglio che, secondo un aneddoto riferito da Svetonio, Augusto era solito dare ai suoi generali troppo impazienti.

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    Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario ce mètemétemietereApri nel vocabolario? Ke la frùffecefrùffeceforbiciApri nel vocabolario!

    A chi s'intestardisce in un’idea: “Come si miete? Con le forbici!” // Domanda e risposta traggono origine da un aneddoto che ha per protagonista una moglie testarda che insisteva col marito a sostenere che si miete con le forbici. A un certo punto, l’uomo, continuando a chiederle: “Accome ce métemétemietereApri nel vocabolario?”, la legò ad una fune e la calò nel pozzo, mentre lei continuava a rispondere: “Ke la frùffecefrùffeceforbiciApri nel vocabolario!. E infine, quando l’acqua le giunse all’altezza della bocca e gliela chiuse, agitò a mo” di forbici le dita.

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  89. 89pagina 12

    Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario fa ffà, t'hanna sèmpsèmpsèmpreApri nel vocabolario tredetredecàcriticareApri nel vocabolario.

    Il proverbio, che fa da ritornello ad una nota canzone, invita a non lasciarsi condizionare dal timore di eventuali dicerie poiché: “In qualunque modo tu faccia, ti criticheranno”.

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  90. 90pagina 12

    Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario fa u lèttlèttletto (menàrce da lu lètt: alzarsi in tutta fretta)Apri nel vocabolario, accuscì te cuche.

    Ognuno è artefice del proprio destino: “Come ti prepari il letto, così ti corichi” // Proverbio molto noto, ha l’esatto corrispettivo nel detto francese: “Comme on fait son lit, on se couche”.

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  91. 91pagina 12

    Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario iè la ntrète, ha fa la spésespésespesaApri nel vocabolario.

    Fondamento di una sana gestione del bilancio familiare: “In base alle entrate, va fatta la spesa” // Variante raccolta a San Severo: Abbrilo mio cortése, accome é l’éndréte facìme la spésespésespesaApri nel vocabolario.

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  92. 92pagina 12

    Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario iè u cavàllcavàllcavalloApri nel vocabolario, mettime la sèllsèllsellaApri nel vocabolario.

    Occorre sapersi adeguare alle circostanze: “A seconda di com'è il cavallo, mettiamo la sella”.

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  93. 93pagina 12

    Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario iè u monn, DdìeDdieDioApri nel vocabolario mann la névenéve“Vó fa d’néve!”: Ce ne vuole di tempo! · nevèreApri nel vocabolario.

    Il Signore provvede in base a ciò che vede: “A seconda di com'è il mondo, Dio manda la neve!” // Variante: Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario tì u core, DdìeDdieDioApri nel vocabolario t’aiute (Il Signore ti aiuta in base a ciò che hai nel cuore).

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  94. 94pagina 12

    Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario lu vute e lu ggìre, iè sèmpsèmpsèmpreApri nel vocabolario sessantanóve!

    Battuta che accompagna spesso l’uscita del numero nelle tombolate natalizie: “Comunque lo si giri, è sempre sessantanove!”.

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  95. 95pagina 13

    Accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario spinn, accuscì magne.

    La qualità ha il suo prezzo: “Come spendi, così mangi!”.

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  96. 96pagina 13

    Accmóme te presìnt, accuscì te tràttene.

    La cura dell’aspetto ha la sua importanza: “Come ti presenti, così vieni trattato” // Variante: “Accome te vist, sì pprezzète”,

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  97. 97pagina 13

    Accòmeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario te vute, te cuce!

    Recriminazione di chi ha l'impressione di trovarsi in una situazione senza via d'uscita: “Dovunque ti giri, ti scotti!”.

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  98. 98pagina 13

    Accòmeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario vé, accuscì te l’ha pìgghiàpigghiàprendereApri nel vocabolario!

    Invito ad accettare gli eventi con una certa filosofia: “Come viene, così te la dovrai prendere!”.

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  99. 99pagina 13

    Aiùteme a chiàgnechiàgnepiangereApri nel vocabolario a mamm, k'a mme ne mme ne té!

    Di chi cerca di rifilare ad altri incombenze proprie: “Aiutami a piangere mamma, perché io non ne ho voglia!” // Sullo stesso piano si muovono il detto sammarchese: “Aiùteme a chiàgnechiàgnepiangereApri nel vocabolario a marìteme, ca iì vòie iì a ballà!" e quello sanseverese: “Aiùteme a chiàgnechiàgnepiangereApri nel vocabolario a ttète, k'a mme me dólene l’òcchie!”.

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  100. 100pagina 13

    Aiùtete, ca DdìeDdieDioApri nel vocabolario t’aiùte.

    Il Signore dà più volentieri una mano ai tipi attivi che ai fannulloni: “Aiutati, ché il Signore ti aiuta” // Per curiosità va detto che, ne “I Persiani” di Sofocle, compare l’analoga considerazione: “Quando uno si dà da fare, anche il dio lo aiuta”.

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  101. 101pagina 13

    Allàriete, vocca mi, se nnò t’affùche!

    Di vanitosi: “Allargati, bocca mia, altimenti soffochi!”.

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  102. 102pagina 13

    All’avvuchète ce dice la verità, ca pu ce pènz iìssiìss[dal lat. isApri nel vocabolario a mbrugghiàmbrugghiàimbrogliareApri nel vocabolario i cart.

    Detto simile ad una battuta dell’Azzeccagarbugli (l'avvocato dei Promessi Sposi) al quale Renzo si era rivolto per consiglio ed aiuto contro don Rodrigo: “All’avvocato bisogna dire la verità, perché poi ci pensa lui ad imbrogliare le carte”.

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  103. 103pagina 14

    Allóre ce pò vattiàvattiàbattezzareApri nel vocabolario nu ciùcceciùccesomaroApri nel vocabolario!

    Esclamazione che si fa quando, in un gruppo, si scopre di essere in tre con lo stesso nome: “Allora si può battezzare un asino!”.

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  104. 104pagina 14

    Allóre u ciucce è mòrtmòrtmortoApri nel vocabolario a mme?

    Si racconta che un tale, avendo da pagare l'affitto arretrato, aveva promesso il saldo alla vendita dell’asino. Quando il padrone di casa si presentò per riscuotere, l’inquilino gli rispose, però, di non poter pagare perché gli era morto l’animale. Al che l’altro esclamò: “Allora l’asino è morto a me!?”.

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  105. 105pagina 14

    Allung la evìeviaApri nel vocabolario e vattìnn a càstete.

    Invito a diffidare delle scorciatoie che risultano spesso disagevoli: “Allunga la strada e vattene a casa”.

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  106. 106pagina 14

    Allung u brode e vast pe tutt.

    Nel caso si avesse necessità di aggiungere un posto a tavola: “Allunga il brodo e basta per tutti”.

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  107. 107pagina 14

    AmàamàamareApri nel vocabolario e nne ièssièssessereApri nel vocabolario amètetèmptèmptempo cronologico - 2) condizioni atmosfericheApri nel vocabolario perdùte.

    Amare senza essere riamati è tempo perduto.

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  108. 108pagina 14

    Amice e cumpère, parlamece chière!

    A volte è necessario mettere le cose in chiaro con chicchessia: “Amici e compari, parliamoci chiaro!”.

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  109. 109pagina 14

    Amice e cumpàgnecumpàgnecompagnoApri nel vocabolario, alluntanàmece quann ce magne!

    Battuta tra braccianti durante la sosta per la colazione: “Amici e compagni, allontaniamoci quando si mangia” // Il detto contraddice l'etimologia di cumpàgnecumpàgnecompagnoApri nel vocabolario che, derivando dal latino cum pane, vuol dire proprio: persona con cui si divide il pane.

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  110. 110pagina 14

    Amice e paisènepaisènepaesanoApri nel vocabolario, menéss a magnià chi ha mméss u pènepènepaneApri nel vocabolario.

    Idem: “Amici e paesani, venga a mangiare chi ha messo il pane”.

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  111. 111pagina 14

    Amice ke tutt e fedéle ke nesciune.

    Non è consigliabile stringere rapporti impegnativi al di fuori dello stretto ambito familiare: “Amici con tutti, ma fedeli con nessuno”.

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  112. 112pagina 15

    Amma campà tutt quant!

    Il riconoscimento, per tutti, di un diritto basilare: “Dobbiamo poter tirare avanti tutti!”.

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  113. 113pagina 15

    Ammézeammézein mezzoApri nel vocabolario a tanta cechètecechèteciecoApri nel vocabolario
    chi té n’òcchie ce védevedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario bbóne.

    “Tra tanti ciechi chi ha un solo occhio ci vede bene” // Il proverbio trova rispondenza in quello latino medioevale: Beati monoculi in terra caecorum (Beati i guerci in una terra di cechi).

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  114. 114pagina 15

    Amóre de mamm nte ngànnngannalla golaApri nel vocabolario.

    Di mamma ce n’è una sola: “Amore di mamma non ti inganna”.

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  115. 115pagina 15

    Amóre de patrùne, amóre de fiascùne.

    “Amore di padroni, amore di fiasconi”, e cioè solo i beoni si affezionano ai padroni, i quali guardano i servitori dall’alto in basso.

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  116. 116pagina 15

    Amòre, tòscetóscetossireApri nel vocabolario e ciuppìeciuppìeandamento claudicanteApri nel vocabolario de pédepédepiedeApri nel vocabolario
    nce pónn nnammuccià ca ce védene.

    Amore, tosse e zoppichio non si possono nascondere perché si notano // Già i latini dicevano “Amor tussisque non celantur”, avendo gli innamorati sempre avuto quell’aria svagata che tradisce la condizione di chi vive come in un sogno ad occhi aperti.

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  117. 117pagina 15

    Appìzzete, cule mi, quann sta sule
    ca, quann sta ccumpagnète, rumène sbrevugnètesbrevugnètespudoratoApri nel vocabolario!

    Spesso occorre salvaguardare il decoro: “Sfogati, sedere mio, quando sei solo, perché, se c’è gente, fai brutta figura!”

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  118. 118pagina 15

    Aria néttnéttpulitoApri nel vocabolario nn’ève pavùrepavùrepauraApri nel vocabolario da i ntrónentrónetuono (lamp e ntróne: lampi e tuoni)Apri nel vocabolario.

    “Cielo sgombro di nubi non ha paura di tuoni”, ovvero chi non ha commesso niente di male non ha nulla da temere.

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  119. 119pagina 15

    Arrevète la sessantine,
    lass la femmene e pigghie u vine.

    Ad una certa età è inevitabile qualche modifica nello stile di vita: “Giunta la sessantina, lascia la donna e prendi il vino”.

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    Arrevète u mésemésemeseApri nel vocabolario de Luglie, tutt u càvedecàvedecaldoApri nel vocabolario chèle nPugghie.

    Arrivato il mese di Luglio, tutto il caldo cala in Puglia // Per Puglia gli abitanti di Abruzzi e Molise, del Subappennino Dauno, e persino del Gargano, intendevano un tempo il Tavoliere.

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  121. 121pagina 16

    Arrùbb e purt a me ca quann t’accìdene te vèng a vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario!

    Una promessa davvero consolante: “Ruba e porta da me, ché quando ti ammazzano verrò a vederti!”.

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  122. 122pagina 16

    Artìcolo quint: chi tè mmènemmènevd. PappacódeApri nel vocabolario ha vvint.

    La legge di chi ha il coltello dalla parte del manico: “Articolo quinto: chi ha in mano ha vinto!”.

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  123. 123pagina 16

    Aspitt, ciucce mi, quann vé la pagghia nóvenóvenuovaApri nel vocabolario!

    Reazione ad un invito a pazientare: “Aspetta, ciuco mio, quando sarà pronta la nuova paglia!”.

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  124. 124pagina 16

    Attak u ciùcceciùccesomaroApri nel vocabolario addóve dice u patrónepatrónepadroneApri nel vocabolario.

    Spesso si devono eseguire ordini non condivisi; “Lega l’asino dove dice il padrone” // Al proverbio qualcuno aggiunge: “e ce lu magniàssene pure i chènechènecane (ièss chène: essere attaccati al proprio)Apri nel vocabolario!” (e se lo mangino pure i cani!).

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  125. 125pagina 16

    Avènn, putènn, paiànn!

    Filosofia da debitore insolvente: “Avendo, potendo, pagando... (può darsi che il debito sia un giorno o l’altro saldato)!”.

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  126. 126pagina 16

    Avvuchète ggióne e mèdechemèdechemedicoApri nel vocabolario vècchievècchieanzianoApri nel vocabolario.

    Sono da preferirsi gli avvocati giovani (perchè più dinamici e aggiornati) e i medici anziani (per il maggior carico di esperienza).

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  127. 127pagina 16

    AvùstAvùstAgostoApri nel vocabolario: cuprete u vust.

    “Ad Agosto copriti il busto”, perchè è alle porte l'autunno.

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Facsimile del libro (PDF) — lettera A