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Raccolta di Antonio Lombardi

Proverbi della lettera V

39 proverbi · testo validato sul facsimile · lettera V

  1. 1pagina 1

    Va a ffa bónebónebeneApri nel vocabolario a stu mónnmónnmondo (all’atu mónn: nell’al di là)Apri nel vocabolario!

    L’esclamazione sospensiva: “Va a fare del bene a questo mondo...” sottintende: “non c’è alcuna riconoscenza”.

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  2. 2pagina 1

    “Va a ffa na cóse de furie”, ha dditt la cestùniecestùnietartarugaApri nel vocabolario.

    “Va a fare una cosa in fretta!”, esclamò una tartaruga che, dopo aver scalato, in vari anni di duràduràdurareApri nel vocabolario fatica, una montagna, giunta finalmente in cima, inciampò e rotolò di nuovo giù.

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  3. 3pagina 1

    Va a la fiérefiérefieraApri nel vocabolario e, s'ha ccattà, ccatt ggióne e nce penzàpenzàpensareApri nel vocabolario.

    Un consiglio datato per chi aveva bisogno di equini, utilizzati un tempo in numerose attività: “Va’ in fiera e, se devi acquistare animali, comprali giovani senza starci a pensare”.

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  4. 4pagina 1

    Vaie pe iùteiùteandata (na iùte e na menùte: un’andata e un ritorno)Apri nel vocabolario e tròve sderrùpesderrùperovinaApri nel vocabolario!

    Recriminazione per un soccorso risultato controproducente: “Vado per avere una mano d’aiuto e ne ricevo danno!”.

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  5. 5pagina 1

    Vatt u fèrrfèrrferroApri nel vocabolario quann iè càvedecàvedecaldoApri nel vocabolario.

    Le occasioni vanno colte al volo: “Batti il ferro quando è caldo” Il Proverbio latino analogo: “Ferrum cudendum est dum candet in igne” (Il ferro va battuto finché rosseggia nel fuoco).

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  6. 6pagina 1

    Vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario e nne ttuccà iè na cose da crepà.

    Vedere e non toccare è una cosa da crepare.

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  7. 7pagina 1

    Vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario fa, sapésapésapereApri nel vocabolario fa.

    L’occhio attento apprende con rapidità: “Veder fare, saper fare”.

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  8. 8pagina 1

    Vennùte fenùte.

    Venduto un bene, finisce anche il denaro ricavatovi.

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  9. 9pagina 2

    VècchievècchieanzianoApri nel vocabolario e frustire sta a Ilòre quédd ca vónn dice.

    Vecchi e forestieri non sono attendibili perché dicono quel che vogliono, senza tema di essere smentiti.

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  10. 10pagina 2

    VècchievècchieanzianoApri nel vocabolario iè chi móremórearomaApri nel vocabolario apprìmeapprìme“Chi móre apprìme ce la ffrànk dópeApri nel vocabolario

    La vecchiaia non è solamente una questione anagrafica: “Vecchio è chi muore prima”.

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  11. 11pagina 2

    Vèle cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario na bóna numenètenumenètenomeaApri nel vocabolario ca na massarie.

    Sulla reputazione: “Vale più una buona nomea che una masseria”.

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  12. 12pagina 2

    Vèle cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario n’amice ca cènt parèntparèntparente/iApri nel vocabolario.

    Sull’amicizia: “Vale più un solo amico di cento parenti”.

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  13. 13pagina 2

    Vèng bbóne la téla mì, sckatt e crépecrépecrepaApri nel vocabolario chi la tèss!

    All’insegna del più puro egoismo: “Purché venga bene la mia tela, crepi pure chi la sta tessendo!”.

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  14. 14pagina 2

    Via lòng nne rròmp traìnetraìne[frApri nel vocabolario.

    Un invito ad evitare le scorciatoie che sono spesso disagevoli: “Via lunga non spezza carro”.

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  15. 15pagina 2

    Via evìeviaApri nel vocabolario ciagghiùst la salm.

    “Strada facendo si sistema il carico”: l'importante è partire. Viccia, viccia, vicce: chi l’ha fatt ce lu spicce! Tradotto a senso: “Tacchino, tacchino, tacchino: chi ha creato il problema se lo risolva!”.

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  16. 16pagina 2

    VièteviètebeatoApri nel vocabolario a chi adda vé e trist a chi adda dà.

    Meglio essere in credito che in debito: “Beato chi deve ricevere e infelice chi deve dare”.

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  17. 17pagina 2

    VièteviètebeatoApri nel vocabolario a chi ce móremórearomaApri nel vocabolario de sùbbetesùbbetesubitoApri nel vocabolario e nce n’accòrge de nèntnèntnienteApri nel vocabolario.

    Beato chi muore di colpo e non si rende conto di niente.

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  18. 18pagina 2

    VièteviètebeatoApri nel vocabolario a chi t'è n’òcchie sólesólesoleApri nel vocabolario e ce lu céchecécheinguine - 2) agg. ciecoApri nel vocabolario.

    “Beato chi ha un occhio solo e lo perde!” perché si mette al riparo dalla tentazione di impicciarsi degli affari altrui.

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  19. 19pagina 3

    VièteviètebeatoApri nel vocabolario a quédda chèsachèsecasaApri nel vocabolario dóve ce sta na gghiìreca rèse.

    “Beata quella casa dove c’è una chierica rasa”, e cioè un prete.

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  20. 20pagina 3

    VièteviètebeatoApri nel vocabolario a te ca ncapìsce nèntnèntnienteApri nel vocabolario!

    Beatificazione bonaria di chi si mostra del tutto inconsapevole: “Beato te, che non capisci niente!”.

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  21. 21pagina 3

    VièteviètebeatoApri nel vocabolario a te, ca iì me sènt crepà!

    Risposta data da un monaco ben pasciuto ad un poveraccio affamato che si era recato al convento ad elemosinare un tozzo di pane: “Beato te, ché io mi sento crepare dalla sazietà!””.

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  22. 22pagina 3

    VièteviètebeatoApri nel vocabolario a te, cafone, ca te magne pènepènepaneApri nel vocabolario e cardónecardónecardo (nsc. Eringium campestre)Apri nel vocabolario!

    Altro detto beffardo, posto anch’esso, dalla tradizione, sulla bocca di un monaco: “Beato te, cafone, che mangi pane e cardone!” // La beatitudine costituisce l’esordio della filastrocchetta: “VièteviètebeatoApri nel vocabolario a te cafone ca te magne pènepènepaneApri nel vocabolario e cardone! lì sò nu pòverepòverepoveroApri nel vocabolario mònechemònechemonaco/iApri nel vocabolario sventurètesventurètesventuratoApri nel vocabolario, ca me magne a la matìnematìnemattinoApri nel vocabolario ióve e a la séreséresera - 2) sm. sieroApri nel vocabolario supprescètesupprescètesoppressataApri nel vocabolario!”. “Ca te fréchefréchegran quantità (na fréche d’sòld)Apri nel vocabolario!”, aggiungeva di solito mio padre per sottolineare, nel riferirla, il cinismo del monaco.

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  23. 23pagina 3

    Vigna iéve e vigna iè!

    Molti mutamenti sono spesso più apparenti che reali: “Vigna era e vigna è!”.

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  24. 24pagina 3

    Vigna, vigna, vignòleVignóleVignolaApri nel vocabolario:
    accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario iè la mamm accuscì iè la figlióle!

    Le figlie somigliano, nel bene e nel male, alle madri: “Vigna, vigna, vignola, com'è la madre così è la figliola!”.

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  25. 25pagina 3

    Vist na chelònnchelònncolonnaApri nel vocabolario ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario na MadònnMadònnMadonnaApri nel vocabolario.

    Sull’importanza dell’abbigliamento: “Vesti una colonna ché sembra una Madonna”.

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  26. 26pagina 4

    Vist nu pèle ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario nu cardenèle.

    Idem: “Vesti un palo ché sembra un cardinale” Variante: Vistete, ceppóneceppónecioccoApri nel vocabolario, ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario baróne.

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  27. 27pagina 4

    Vistete, cafónecafónecontadinoApri nel vocabolario, ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario baróne

    Idem: “Vestiti, cafónecafónecontadinoApri nel vocabolario, ché sembri un barone

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  28. 28pagina 4

    Vizie de nature fine alla mòrtamòrtmortoApri nel vocabolario dure.

    Vizio di natura dura fino alla morte // Lo stesso vale anche per le qualità positive: “Done de nature fine alla mòrtamòrtmortoApri nel vocabolario dure

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  29. 29pagina 4

    ièssièssessereApri nel vocabolario la rànnelerànnelegrandineApri nel vocabolario,
    ma nò k’ha ccise u vignarólevignarólevignaioloApri nel vocabolario dint la casétt de fèrrfèrrferroApri nel vocabolario!

    Di esagerazioni: “Per quanto sia stata grande la grandine, non può aver ammazzato il vignaiolo nella sua casetta di ferro!”.

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  30. 30pagina 4

    Vòie cchiuttòst nu ciucce ca me pòrtpòrtméttece a pòrt: fare l’autostop · l’attuale Corso GaribaldiApri nel vocabolario,
    ca nu cavall ca me iètt.

    Mirare alle apparenze comporta dei rischi: “Voglio piuttosto un ciuco che mi porti, anziché un cavallo che mi disarcioni”.

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  31. 31pagina 4

    Vole u ciùcceciùccesomaroApri nel vocabolario? Vóle!

    Dei creduloni che prendono per buono tutto ciò che gli si dice: “Vola l’asino? Vola!”.

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  32. 32pagina 4

    Vucìne mì, sprecchièlesprecchièlespecchioApri nel vocabolario mì!

    Sui rapporti di buon vicinato: “Mio vicino, mio specchio!”.

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  33. 33pagina 4

    Vucine vigne vigne,
    da rass mamm e figghie, cumpère cènt mìgghiemigghiemiglioApri nel vocabolario.

    Idem: “Coi vicini rapporti molto stretti, alla larga madri e figli, compari lontani cento miglia”.

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  34. 34pagina 4

    Vugne l’ass ca la róteróteteglia di stagno per pizze con piccolo bordo ondulatoApri nel vocabolario camine.

    Un’indicazione su come procacciarsi favoritismi: “Ungi l’asso che la ruota cammina”.

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  35. 35pagina 4

    VulévulévolereApri nel vocabolario fa, sapésapésapereApri nel vocabolario fa.

    Sulla forza della volontà: “Voler fare equivale a saper fare”.

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  36. 36pagina 5

    Vulérce bbéne nne ccòst nèntnèntnienteApri nel vocabolario.

    La reciprocità del dono più prezioso è a costo zero: “Volersi bene non costa niente”.

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  37. 37pagina 5

    Vune cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario ne té e cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario ne vò.

    Sull’avidità: “Uno più ne ha e più ne vuole”.

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  38. 38pagina 5

    Vune cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario nne ffà nèntnèntnienteApri nel vocabolario e cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario nne vò fa nèntnèntnienteApri nel vocabolario.

    Sulla pigrizia: “Uno più non fa niente e più non vuole far niente”.

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  39. 39pagina 5

    Vune cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario sèpe e cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario ce vò mparàmparà-ète · “Té mparà e t’éia pèrd”Apri nel vocabolario.

    Sulla sete di conoscenze: “Uno più sa e più ha voglia di imparare” // Il filosofo Seneca arriva a fare del sapere un dovere per tutte le età, vecchiaia inclusa: “Etiam seni esse discendum” (Anche un vecchio deve imparare).

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Facsimile del libro (PDF) — lettera V