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PaiésepaiésepaeseApri nel vocabolario ca va, usanz ca truve. Se si cambia paese, è opportuno adeguarsi agli usi locali: “Paese
ove vai, usanze che trovi” // Più esplicità è la variante: PaiésepaiésepaeseApri nel vocabolario ca va, accome vide fa ha’ fa! PaiésepaiésepaeseApri nel vocabolario sènza Ilòrge e crestiènecrestiènecristianoApri nel vocabolario sènza léggelèggeleggereApri nel vocabolario. Nel detto è possibile leggervi l'orgoglio per il fatto che Apricena fu una tra le prime cittadine del circondario a fornirsi de Ilòrge: “Paese senza orologio pubblico, abitanti senza legge”. Palma mpuss, manòcchiemanòcchiecovoneApri nel vocabolario ròssròssgrandeApri nel vocabolario. Se piove il giorno delle Palme, il raccolto sarà abbondante: “Palma bagnata, covoni grandi”. Palma mpuss, Pasqua asciùtt. Dalle condizioni metereologiche nella domenica delle Palme è possibile trarre previsioni per il giorno di Pasqua: “Palma bagnata, Pasqua asciutta” // Viceversa: Pa/ma asciùtt, Pasqua mpuss. Pann e dote li pu dà e sorta nò. Alle figlie si possono dare panni e dote, ma non buona ventura. Parèntparèntparente/iApri nel vocabolario: sèrpènt. Equazione notissima che invita a diffidare anche e soprattutto di chi è vicino per sangue: “Parenti: serpenti” // Della stessa serie: Cuggìnecuggìnecugino/aApri nel vocabolario: ssassìne; Fratèll: curtèli. Pàrlànn d’u diàvelediàvelediavolo/iApri nel vocabolario spùntene i còrncòrncornaApri nel vocabolario. Le parole hanno spesso potere evocativo: “Parlando del diavolo, spuntano le corna” // Corrispettivo latino: “Lupus in fabula”.
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PaiésepaiésepaeseApri nel vocabolario sènza Ilòrge e crestiènecrestiènecristianoApri nel vocabolario sènza léggelèggeleggereApri nel vocabolario.
Nel detto è possibile leggervi l'orgoglio per il fatto che Apricena fu una tra le prime cittadine del circondario a fornirsi de Ilòrge: “Paese senza orologio pubblico, abitanti senza legge”.
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Palma mpuss, manòcchiemanòcchiecovoneApri nel vocabolario ròssròssgrandeApri nel vocabolario.
Se piove il giorno delle Palme, il raccolto sarà abbondante: “Palma bagnata, covoni grandi”.
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Palma mpuss, Pasqua asciùtt.
Dalle condizioni metereologiche nella domenica delle Palme è possibile trarre previsioni per il giorno di Pasqua: “Palma bagnata, Pasqua asciutta” // Viceversa: Pa/ma asciùtt, Pasqua mpuss.
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Pann e dote li pu dà e sorta nò. Alle figlie si possono dare panni e dote, ma non buona ventura. Parèntparèntparente/iApri nel vocabolario: sèrpènt.
Equazione notissima che invita a diffidare anche e soprattutto di chi è vicino per sangue: “Parenti: serpenti” // Della stessa serie:
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Cuggìnecuggìnecugino/aApri nel vocabolario: ssassìne; Fratèll: curtèllcurtèllcoltelloApri nel vocabolario. Pàrlànn d’u diàvelediàvelediavolo/iApri nel vocabolario spùntene i còrncòrncornaApri nel vocabolario.
Le parole hanno spesso potere evocativo: “Parlando del diavolo, spuntano le corna” Corrispettivo latino: “Lupus in fabula”.
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Ha rrespòst Sant’Antùne: “Ce sta nedre la festa mìe!”.
Il luogo comune che l’Epifania si porti via tutte le feste è contraddetto, nel caso specifico, da Sant’Antùne, e cioè Sant’ Antonio Abate, la cui festività ricorre il 17 Gennaio: “ - La Pasqua Epifania tutte le feste si porta via —. Ha risposto Sant'Antonio: - C'è ancora la festa mia! -” // Il Santo, raffigurato di solito con un porcellino, è considerato il protettore degli animali.
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Pasque Bbefanìe tutt i mòrtmòrtmortoApri nel vocabolario pigghiene la vìevìeviaApri nel vocabolario;
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tutt i fèstfèstfestaApri nel vocabolario iéssene e menéssene
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ma Pasque Bbefanìe mèiemèiemaiApri nel vocabolario menéss!.
Secondo una credenza popolare, i defunti, che tornano a visitare i vivi il 2 Novembre, ripartono per l’al di là il 6 Gennaio, per cui il detto esprime un punto di vista da trapassato: “A Pasqua Epifania tutti i morti sì mettono in viaggio; tutte le feste andassero e venissero, ma Pasqua Epifania non arrivasse mai”.
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Passète la cinquantine, nu uèieuèieguaio/iApri nel vocabolario ògni matìnematìnemattinoApri nel vocabolario.
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ogni mattina”.
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Passète u pentone, iè passète l’intenzione.
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Molti corteggiatori, raggiunto l’obiettivo, si fanno discretamente da parte: “Dopo l’appuntamento, è passata l'intenzione”.
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Patre e patrónepatrónepadroneApri nel vocabolario vónn avé sòmp raggióneraggióneragioneApri nel vocabolario.
Protesta di un ragazzo che non riesce a farsi valere: “Padre e padrone vogliono avere sempre ragione” // Ancora peggio andavano le cose quando i due ruoli venivano ad assommarsi (Sò
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patre e ssò patrónepatrónepadroneApri nel vocabolario: haie tòrttòrttortoApri nel vocabolario e m’avita dà raggióneraggióneragioneApri nel vocabolario!).
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PatrónepatrónepadroneApri nel vocabolario névenéve“Vó fa d’néve!”: Ce ne vuole di tempo! · nevèreApri nel vocabolario, léggia névenéve“Vó fa d’néve!”: Ce ne vuole di tempo! · nevèreApri nel vocabolario.
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Ogni direttore dà le sue direttive: “Padrone nuovo, legge nuova”.
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Patt chière e mecizia lòng.
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Tra amici veri, rapporti limpidi: “Patti chiari e amicizia lunga”.
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Abate, la cui festività ricorre il 17 Gennaio: “ - La Pasqua Epifania tutte le feste si porta via —. Ha risposto Sant'Antonio: -
C'è ancora la festa mia! -” // Il Santo, raffigurato di solito con un porcellino, è considerato il protettore degli animali.
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Pazz e peccerìli Ddie l’aiute.
Il Signore aiuta pazzi e piccolini.
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Pazz iè chi iócheióchegiocoApri nel vocabolario e pazz iè chi nne iócheióchegiocoApri nel vocabolario.
Detto paradossale: “Pazzo è chi gioca e pazzo è chi non gioca”. Pe canòscecanósceconoscereApri nel vocabolario bónebónebeneApri nel vocabolario a nu crestièòne
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t'ha magnià nu cuntèlecuntèlequintaleApri nel vocabolario de sèlesèlesaleApri nel vocabolario avvunìteavvunìteinsiemeApri nel vocabolario.
Per conoscere bene una persona, devi mangiarci insieme un quintale di sale // Scriveva Cicerone nel De Amicitia che, affinché un rapporto si consolidi: “Multi modii salis simul edendi sunt” (Bisogna mangiarci insieme molti moggi di sale), intentendo per sale i momenti difficili da superare fianco a fianco.
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Pe carna tòsttòstduroApri nel vocabolario curtèllcurtèllcoltelloApri nel vocabolario tagghiènt.
Per fronteggiare le difficoltà occorre prendere contromisure efficaci: “Per carne dura coltello tagliente”.
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Pe cchiappàcchiappàacchiappareApri nel vocabolario u calandrónecalandrónecalandraApri nel vocabolario, è pèrzpèrzpersoApri nel vocabolario tire tire e tarragnóletarragnóle[lat. terraneolaApri nel vocabolario.
Spesso al mancato guadagno si aggiunge anche il danno: “Per prendere la calandra, ho perso fringuelli e allodola civetta” Il detto mi è stato riferito da un conoscente che ha poi aggiunto: “Prefessòprefesso’ voc. professoreApri nel vocabolario, scrìve, è succéss proprie a me!”
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Pe chi vò fatiàfatiàlavorareApri nel vocabolario, Mèreca Ilà e Mèreca qua.
Il proverbio risale all’epoca in cui era intensissima l’emigrazione oltreoceano: “Per chi vuol lavorare, America là e America qua”; i tanti extracomunitari che vengono a cercare fortuna da noi dimostrano che il detto era persino in anticipo sui tempi.
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Pe cuscìcuscìcucireApri nel vocabolario ce vónn iócheióchegiocoApri nel vocabolario e file.
Per svolgere un’attività servono strumenti e materiali: “Per cucire occorrono ago e filo”.
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Pe ddumà l’ómeómeuomoApri nel vocabolario ce vò la fémmenefémmenedonnaApri nel vocabolario,
pe ddumà la fémmenefémmenedonnaApri nel vocabolario ce vénnvénnvendereApri nel vocabolario i Figghie.L’uomo mette da parte le smanie di gioventù quando si sposa, la
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Pazz iè chi iócheióchegiocoApri nel vocabolario e pazz iè chi nne iócheióchegiocoApri nel vocabolario.
Detto paradossale: “Pazzo è chi gioca e pazzo è chi non gioca”.
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Pe canòscecanósceconoscereApri nel vocabolario bónebónebeneApri nel vocabolario a nu crestièòne
t'ha magnià nu cuntèlecuntèlequintaleApri nel vocabolario de sèlesèlesaleApri nel vocabolario avvunìteavvunìteinsiemeApri nel vocabolario.Per conoscere bene una persona, devi mangiarci insieme un quintale di sale // Scriveva Cicerone nel De Amicitia che, affinché un rapporto si consolidi: “Multi modii salis simul edendi sunt” (Bisogna mangiarci insieme molti moggi di sale), intentendo per sale i momenti difficili da superare fianco a fianco.
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Pe cuscìcuscìcucireApri nel vocabolario ce vónn iócheióchegiocoApri nel vocabolario e file.
Per svolgere un’attività servono strumenti e materiali: “Per cucire occorrono ago e filo”.
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donna, per domare la donna ci vogliono i figli”. Pe despèttdespèttdispettoApri nel vocabolario de mugghièreme, me vaie a ccoche sòtt u lèttlèttletto (menàrce da lu lètt: alzarsi in tutta fretta)Apri nel vocabolario!
“Per dispetto di mia moglie mi corico sotto il letto!”, ma, agendo così, il dispetto lo si fa soprattutto a se stessi // Variante: “Pe despèttdespèttdispettoApri nel vocabolario de mugghièreme, me tàgghietàgghietaglioApri nel vocabolario i chegghiùne!”. Pe ggiudecà ha sentìsentìsentireApri nel vocabolario tutt e ddu i campènecampènecampanaApri nel vocabolario. “Per giudicare bisogna ascoltare tutte e due le campane”, e cioè le due parti in causa, il che corrisponde ad un principio giuridico codificato dai romani nel sintetico: “Audiatur et altera pars” (Si ascolti anche l’altra parte). Pe ggiustàrt t'ha uastàuastàguastareApri nel vocabolario. Per aggiustarti in un senso, devi sacrificarti in un altro. Pe n’àceneàcenegranelloApri nel vocabolario de sèlesèlesaleApri nel vocabolario ce uast la menèstre. I piccoli risparmi sono a volte controproducenti: “Per un grano di sale si guasta la minestra!” // Variante: Pe nu sò/d de putrusìneputrusìneprezzemoloApri nel vocabolario ce uaste la menèstre! Pe n’òre de vust cènt’ann de pénepènepaneApri nel vocabolario! Ci sono soddisfazioni che si pagano a caro prezzo: “Per un’ora di gusto cent'anni di pene!”. Pe pavùrepavùrepauraApri nel vocabolario d’i ciàvelecià vèlevaleApri nel vocabolario nne mmettìme i fèvefèvefava/eApri nel vocabolario! Un invito a non lasciarsi scoraggiare dai rischi insiti in una impresa: "Per paura dei corvi non seminiamo le fave!”. Pe quest la vècchievècchieanzianoApri nel vocabolario nce vuléve mèiemèiemaiApri nel vocabolario murìmurìmorire (murì d’fèmeApri nel vocabolario, ca cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario stéve e cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario mparève. La sete di conoscenze prolunga la vita: “Per questo la vecchia non voleva mai morire, perché più viveva e più imparava”. Pe Sant Dunète u vèrn è nnète. Per San Donato (7 agosto) l’inverno è nato // La ricorrenza è festeggiata da noi con la preparazione d’u rènerènegranoApri nel vocabolario de Sant Dunète,
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Pe ggiustàrt t'ha uastàuastàguastareApri nel vocabolario.
Per aggiustarti in un senso, devi sacrificarti in un altro.
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Pe n’àceneàcenegranelloApri nel vocabolario de sèlesèlesaleApri nel vocabolario ce uast la menèstre.
I piccoli risparmi sono a volte controproducenti: “Per un grano di sale si guasta la minestra!” // Variante: Pe nu sò/d de putrusìneputrusìneprezzemoloApri nel vocabolario ce uaste la menèstre!
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Pe n’òre de vust cènt’ann de pénepènepaneApri nel vocabolario!
Ci sono soddisfazioni che si pagano a caro prezzo: “Per un’ora di gusto cent'anni di pene!”.
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Pe pavùrepavùrepauraApri nel vocabolario d’i ciàvelecià vèlevaleApri nel vocabolario nne mmettìme i fèvefèvefava/eApri nel vocabolario!
Un invito a non lasciarsi scoraggiare dai rischi insiti in una impresa: "Per paura dei corvi non seminiamo le fave!”.
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Pe quest la vècchievècchieanzianoApri nel vocabolario nce vuléve mèiemèiemaiApri nel vocabolario murìmurìmorire (murì d’fèmeApri nel vocabolario, ca cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario stéve e cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario mparève.
La sete di conoscenze prolunga la vita: “Per questo la vecchia non voleva mai morire, perché più viveva e più imparava”. Pe Sant Dunète u vèrn è nnète. Per San Donato (7 agosto) l’inverno è nato // La ricorrenza è festeggiata da noi con la preparazione d’u rènerènegranoApri nel vocabolario de Sant Dunète,
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San Gaitène, in quanto i due santi vengono festeggiati insieme. Pe sta bónebónebeneApri nel vocabolario, pìnnelepìnnelepillola/eApri nel vocabolario de vaccìnevaccìnebovinoApri nel vocabolario e scerùppscerùppsciroppo (pigghià nu scerùpp: cadere)Apri nel vocabolario de cantìnecantìnecantinaApri nel vocabolario.
Una ricetta di sicuro effetto: “Per stare bene, pillole di bovino e sciroppo di cantina”, e cioè carne e vino.
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PènepènepaneApri nel vocabolario accattète e vine ammuserète
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trìsttrìsttristeApri nel vocabolario a quédda chèsechèsecasaApri nel vocabolario ca c’è capetète!
Il pane si impastava un tempo in casa, e parecchi producevano in proprio almeno il vino per i consumi familiari: “Pane comprato e vino misurato, triste quella casa a cui è capitato!”.
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PènepènepaneApri nel vocabolario accattète, sèmpsèmpsèmpreApri nel vocabolario allanchèteallanchèteaffamatoApri nel vocabolario. Vedi sopra: “Pane comprato, sempre affamati”.
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PènepènepaneApri nel vocabolario d’àveteàvete“-Quist iè n’àvete!” · n’àvetu libbre, n’àveta chèse, n’àtu crestiène, n’àta voteApri nel vocabolario nne tuccàtuccàtoccareApri nel vocabolario, paiésepaiésepaeseApri nel vocabolario frustérefrustéreforestieroApri nel vocabolario nte nzurà.
Mogli e buoi dei paesi tuoi: “Non toccare il pane d’altri, non ammogliarti in un paese forestiero”.
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PènepènepaneApri nel vocabolario de Figghie t’assuttigghie, pènepènepaneApri nel vocabolario de frètefrètefratelloApri nel vocabolario iè desprète,
pènepènepaneApri nel vocabolario de marìtemarìtemaritoApri nel vocabolario te sazie e dure ammite.Un riconoscimento per il marito, come l’unico sostegno davvero sicuro per una donna: “Pane di figlio ti assottiglia, pane di fratello è disperato, pane di marito ti sazia e dura una vita”.
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PènepènepaneApri nel vocabolario e cepóllcepóllcipolla (pigghià na cepóll: inciampare)Apri nel vocabolario e córecórecuoreApri nel vocabolario cuntèntcuntèntcontento (tené cuntènt e iabbète)Apri nel vocabolario. Si può essere felici con poco: “Pane e cipolla e cuore contento”.
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PènepènepaneApri nel vocabolario ke Il’òcchie, chèscechèscecacioApri nel vocabolario senz’òcchie
e vine ca te fa cacciàcacciàscacciareApri nel vocabolario l’òcchie.I prodotti migliori: “Pane con gli occhi, formaggio senz’occhi e vino che fa uscire gli occhi fuori dalle orbite”.
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PènepènepaneApri nel vocabolario, scòrcescòrcescorzaApri nel vocabolario e mullìchemullìchemollica di paneApri nel vocabolario,
e pe cumpandàie ce sta l’appetìte! - Bozza OCR
AI limite, bisogna sapersi accontentare anche di solo pane:
“Pane, scorza e mollica, e per companatico c’è l’appetito!”.
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PènecòttpènecòttpancottoApri nel vocabolario e iacquasèle: mìnele ncòrpncòrpin corpoApri nel vocabolario ca nfann méleméleVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario.
Due semplici ma salutari pietanze che costituiscono anche dei modi intelligenti per smaltire il pane indurito: “Pancotto e acquasale: buttali nello stomaco perché non fanno male”.
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PèquerepèquerepecoraApri nel vocabolario e mentùne, ogni cènt vune: sò i gnèllgnèllagnello/iApri nel vocabolario ca vann a la chiànkchiànkmacelleriaApri nel vocabolario!
Pecore e montoni, ogni cento ne muore uno: sono gli agnelli che finiscono in macelleria // Trasposto sul piano umano, il detto costituiva una cinica consolazione degli anziani che, d'altronde,
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Pése cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario la pénnpènnpendereApri nel vocabolario ca la zapp. Punto di vista di molti contadini per i quali era, e lo è ancora, più
faticoso scrivere che zappare: “Pesa più la penna che la zappa”.
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Pìsce chière e fa la féda mèdeca.
Urina chiaro e il medico certifichi ciò che vuole // Variante: Pìsce chière e fa la frecatàre a u mèdechemèdechemedicoApri nel vocabolario. Pìzzechepìzzeche“Pìzzeche e uèsce nn’ffann pertùse” · pizzeche d’lèpeApri nel vocabolario e uèsceuèscebacio/iApri nel vocabolario nne ffann pertùse. Le effusioni tra innamorati, se non si spingono oltre certi limiti, non producono danni: “Pizzicotti e baci non aprono asole!”. Poca pélvere ce la pòrtpòrtméttece a pòrt: fare l’autostop · l’attuale Corso GaribaldiApri nel vocabolario u vèntvènt“Póca pòlv ce la pòrt u vènt”Apri nel vocabolario. “Poca polvere se la porta il vento”, e cioè poco denaro fa presto a prendere il volo. Pòch’ann e pbche giudizie. Il senno si acquista con l’età: “Pochi anni e poco giudizio” // Idem per la malizia: Pòch'ann e péche pucchètepucchètepeccato (chiàgne u pucchète)Apri nel vocabolario. Poche pèiepèiepagaApri nel vocabolario e poche véle. Su ciò che è a buon mercato: “Poco paghi e poco vale”. Poche pèquerepèquerepecoraApri nel vocabolario e poca vigne, vune iè rugne e Il’àveteàvete“-Quist iè n’àvete!” · n’àvetu libbre, n’àveta chèse, n’àtu crestiène, n’àta voteApri nel vocabolario iè tigne. Le attività vanno svolte su scala ragionevole per ricavarci degli utili: “Poche pecore e poca vigna, una è rogna e l’altra è tigna”. Poche pise a Ilòng pése. Nei trasporti: “Poco peso finisce alla lunga per pesare”. Pònn cadécadécadereApri nel vocabolario i nèllnèllanelloApri nel vocabolario, ma nò i détedéteditoApri nel vocabolario. Per metafora: “Si possono perdere le ricchezze, ma non le virtù”. Pònn cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario l’òcchie ca na sckuppettétesckuppettèteschioppettata/eApri nel vocabolario. Ci sono occhiate che riducono in briciole: “Possono di più gli occhi che una schioppettata!”. Pòrta Rrièlerrièleregalo - 2) agg. realeApri nel vocabolario sta a FòggeFòggeFoggiaApri nel vocabolario. Diniego a chi chiede qualcosa a titolo gratuito: “Porta Reale sta a Foggia” // Il detto gioca sull’omofonia dialettale tra pòrtarrièle (portaregali) e Pòrza RièlerièlesinceroApri nel vocabolario (Porta Reale).
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Pìsce chière e fa la frecatàre a u mèdechemèdechemedicoApri nel vocabolario. Pìzzechepìzzeche“Pìzzeche e uèsce nn’ffann pertùse” · pizzeche d’lèpeApri nel vocabolario e uèsceuèscebacio/iApri nel vocabolario nne ffann pertùse.
Le effusioni tra innamorati, se non si spingono oltre certi limiti, non producono danni: “Pizzicotti e baci non aprono asole!”.
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Poca pélvere ce la pòrtpòrtméttece a pòrt: fare l’autostop · l’attuale Corso GaribaldiApri nel vocabolario u vèntvènt“Póca pòlv ce la pòrt u vènt”Apri nel vocabolario.
“Poca polvere se la porta il vento”, e cioè poco denaro fa presto a prendere il volo.
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Pòch’ann e pbche giudizie.
Il senno si acquista con l’età: “Pochi anni e poco giudizio” // Idem per la malizia: Pòch'ann e péche pucchètepucchètepeccato (chiàgne u pucchète)Apri nel vocabolario. Poche pèiepèiepagaApri nel vocabolario e poche véle.
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Su ciò che è a buon mercato: “Poco paghi e poco vale”. Poche pèquerepèquerepecoraApri nel vocabolario e poca vigne, vune iè rugne e Il’àveteàvete“-Quist iè n’àvete!” · n’àvetu libbre, n’àveta chèse, n’àtu crestiène, n’àta voteApri nel vocabolario iè tigne.
Le attività vanno svolte su scala ragionevole per ricavarci degli utili: “Poche pecore e poca vigna, una è rogna e l’altra è tigna”.
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Poche pise a Ilòng pése.
Nei trasporti: “Poco peso finisce alla lunga per pesare”.
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Pònn cadécadécadereApri nel vocabolario i nèllnèllanelloApri nel vocabolario, ma nò i détedéteditoApri nel vocabolario.
Per metafora: “Si possono perdere le ricchezze, ma non le virtù”.
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Pònn cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario l’òcchie ca na sckuppettétesckuppettèteschioppettata/eApri nel vocabolario.
Ci sono occhiate che riducono in briciole: “Possono di più gli occhi che una schioppettata!”.
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Pòrta Rrièlerrièleregalo - 2) agg. realeApri nel vocabolario sta a FòggeFòggeFoggiaApri nel vocabolario. Diniego a chi chiede qualcosa a titolo gratuito: “Porta Reale sta a Foggia”
Il detto gioca sull’omofonia dialettale tra pòrtarrièle (portaregali) e Pòrza RièlerièlesinceroApri nel vocabolario (Porta Reale).
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quann c’é vvist ammézeammézein mezzoApri nel vocabolario a tantàtantàtentareApri nel vocabolario iùtt.
Un prosciutto in una situazione terrificante: * - Povero me! -, ha esclamato il prosciutto quando si è visto in mezzo a tanti gatti”. Pòvera Pugghie, k'ha pèrzpèrzpersoApri nel vocabolario l’agghie
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e mò sta perdènn pure la cepdll!
A fronte di comportamenti assurdi: “Povera Puglia, che ha perso l’aglio ed adesso sta perdendo anche la cipolla!”
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PòverepòverepoveroApri nel vocabolario a chi nce ratt ke Il’égnia sò.
L’autonomia è uno dei beni più preziosi: “Povero chi non si gratta con le proprie unghia”.
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PòverepòverepoveroApri nel vocabolario a ddu patrónepatrónepadroneApri nel vocabolario ca sta a la scólescólescuolaApri nel vocabolario d’u varzónevarzónegarzoneApri nel vocabolario.
La dipendenza psicologica dai subalterni è controproducente: “Povero quel padrone che sta a scuola dal garzone”.
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PòverepòverepoveroApri nel vocabolario a quédda chèsechèsecasaApri nel vocabolario dove cappèllcappèllcappelloApri nel vocabolario nce trèsce!
“Povera quella casa dove non entra cappello!”’, e cioè che è priva della presenza e del sostegno di un uomo.
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PòverepòverepoveroApri nel vocabolario a quédda pèquerepèquerepecoraApri nel vocabolario ca ce cunfèss k'u lupe!
La fiducia va concessa solo a persone di comprovata affidabilità: “Povera quella pecora che si confessa col lupo!”.
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PòverepòverepoveroApri nel vocabolario sò i chènechènecane (ièss chène: essere attaccati al proprio)Apri nel vocabolario ca vann scàvezescàvezescalzoApri nel vocabolario! Risentimento d’orgoglio di chi si sente dare del povero: “Poveri
davvero lo sono i cani che vanno scalzi!”.
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PrèdecheprèdechepredicaApri nel vocabolario predicòzz, prèdecheprèdechepredicaApri nel vocabolario quant pòzz;
quann ne mpòzz cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario, ascégne iù e nchiénenchiénein pieno (menàrce nchiéne: chiedere un prezzo altoApri nel vocabolario tu!Il testo è un autentico passaggio di consegne, in fatto di educazione: “Predico un predicozzo, predico quanto posso; quando non posso più, scendo io (dal pulpito) e ci sali tu!”.
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Prèst e bónebónebeneApri nel vocabolario nne vvann insiéme.
Su fretta e precisione: “Presto e bene non vanno insieme”.
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Pòvera Pugghie, k'ha pèrzpèrzpersoApri nel vocabolario l’agghie
e mò sta perdènn pure la cepdll! - Bozza OCR
PrèveteprèvetepreteApri nel vocabolario, mònechemònechemonaco/iApri nel vocabolario e chènechènecane (ièss chène: essere attaccati al proprio)Apri nel vocabolario: ha sta sèmpsèmpsèmpreApri nel vocabolario ke la mazza mmènemmènevd. PappacódeApri nel vocabolario.
Il detto evidenzia la diffusa diffidenza verso prèveteprèvetepreteApri nel vocabolario e mònechemònechemonaco/iApri nel vocabolario che erano un tempo ben più numerosi che non oggi: “Preti, monaci e cani: devi stare sempre con la mazza in mano”.
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Prime de fa na cose cià penzàpenzàpensareApri nel vocabolario décedécedieciApri nel vocabolario véte!
Spesso è necessario valutare preventivamente i pro e i contro per evitare tardivi pentimenti: “Prima di fare una cosa bisogna pensarci dieci volte!”.
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P’u mmalamèntmmalamèntcattivoApri nel vocabolario patìsce u bónebónebeneApri nel vocabolario.
Per il malvagio soffre chi è buono.
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P’u pòverepòverepoveroApri nel vocabolario tutt i iurn sò bbrutt.
“Per il povero tutti i giorni sono brutti”, constatazione che si ritrova identica tra i proverbi biblici di Salomone.
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P’u trìsttrìsttristeApri nel vocabolario e p’u bónebónebeneApri nel vocabolario pèiepèiepagaApri nel vocabolario sèmpsèmpsèmpreApri nel vocabolario u scarpone.
I potenti trovano di solito il modo di cavarsela: “Per il tristo e per il buono paga sempre lo scarpone”, e cioè il poveraccio. Pulite e rrepezzète ammeéze la chiàzzchiàzzcentro (iì nchiàzz) - 2) piazzaApri nel vocabolario sì pprezzète. Un tempo non pochi circolavano con le toppe sul sedere: “Anche se con abiti rattoppati, se pulito sei apprezzato in pubblico”.
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PurcèllpurcèllVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario e criatùrecriatùrecreatura/eApri nel vocabolario, accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario li Ilìve accuscì te li truve.
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destinato a crescere in fretta per essere sacrificato a Natale:
“Porcellini e piccoli, come li educhi così te li trovi”.
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Pure Gese CrìstCristGesù CristoApri nel vocabolario ha tenùte dui pòpelepòpelepopolo (farce nu bbóne pòpele: godere di buona reputazione)Apri nel vocabolario.
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Esortazione a non preoccuparsi di eventuali critiche al nostro operato: “Persino Gesù ebbe due popoli”.
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Pure la réggine iève besogne d’i vucine.
Sull’importanza dei rapporti di buon vicinato: “Anche la regina ha bisogno dei vicini”.
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Pulite e rrepezzète ammeéze la chiàzzchiàzzcentro (iì nchiàzz) - 2) piazzaApri nel vocabolario sì pprezzète.
Un tempo non pochi circolavano con le toppe sul sedere: “Anche se con abiti rattoppati, se pulito sei apprezzato in pubblico”.
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Pure la vék iè nu capetèle.
A parole si lascia intendere ciò che si vuole: “Anche la bocca costituisce un capitale” // Il detto è ironico, ma oggi non sono poche le professioni in cui ci si guadagna da vivere usando proprio questo capitale. Pure na càvecia ncule fa fa nu pass annànz A proposito delle spintarelle: “Anche un calcio nel sedere fa fare un passo in avanti!”.
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Pure Sant’Antònie c’è nnamurète d’u pòrcepòrcemaialeApri nel vocabolario!
U pòrcepòrcemaialeApri nel vocabolario è così saporito che persino Sant’ Antonio se ne innamorò // Si allude a Sant’ Antonio Abate, protettore degli animali, che l’iconografia rappresenta in genere con un porcello ai piedi. Pure u mègghiemègghie“U mègghie affère iè quedd ca nce fa” · “Ciadda vedé u mègghie ca ce pó”Apri nel vocabolario vine ce ne va da cîteciteaceto di vinoApri nel vocabolario. “Anche il miglior vino diventa aceto”, e cioè anche le persone
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A parole si lascia intendere ciò che si vuole: “Anche la bocca
costituisce un capitale” // Il detto è ironico, ma oggi non sono poche le professioni in cui ci si guadagna da vivere usando proprio questo capitale.
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Pure na càvecia ncule fa fa nu pass annànz
A proposito delle spintarelle: “Anche un calcio nel sedere fa fare un passo in avanti!”.
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Puttèneputtènemeretrice/iApri nel vocabolario e signure sò licete a tutt i cose.
Ci sono talune categorie che agiscono come se avessero carta bianca: “Per puttane e signori tutto è lecito”.
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Puvértà nne uàstuàstguastoApri nel vocabolario géntilézz
E infine, così come la ricchezza non fa signori: “La povertà non guasta la gentilezza dell’animo”.