Proverbi in dialetto di Apricena
Detti che sentivate in casa — raccolti nel dialetto di Apricena da Antonio Lombardi. Sfoglia per lettera: dove il testo è validato, leggi i proverbi in pagina; dove no, resta il facsimile del libro. Le lettere A, B, F, G, H, K, O, R, V sono collazionate sul libro (testo in pagina). Le altre restano in revisione umana sul facsimile.
Indice alfabetico dei proverbi
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Da dove ce sta la mamm ke la Figghie,
la nórenóreonoreApri nel vocabolario ce n’adda fuie cènt migghie.situazione è davvero insostenibile: “Da dove vivono insieme madre e figlia, la nuora deve fuggire cento miglia lontano”.
Da dove nn’è bónebónebeneApri nel vocabolario a sta, nn’è sbrevognie a iìrcene.
Da dove non ci si trova bene, non è vergogna andar via // AI
Da idie a cra pò nasce nu pèpepèpeponteficeApri nel vocabolario. ° Difficile prevedere cosa riservi l’indomani: “Da oggi a domani può nascere un papa”.
Da la femmena ca nté Figghie
nne ppigghiànn né parére e né cunsìgghie.Da l’avère, se nne sfik idie, sfik cra,
da u cannarùtecannarùteingordoApri nel vocabolario nne sfik né idie né cra.Dall’avaro, se non ci ricavi niente oggi, lo ricaverai domani; dallo scialacquatore non ci ricavi niente nè oggi nè domani. Da mmézemméze“Tutt attórn e Cik amméze!”Apri nel vocabolario a na bóna razz pò scìscìVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario nu cavall pazz Da una buona razza può venir fuori un cavallo pazzo // Variante speculare: Da na mmèlammelàaddolcire con miele (mmelà i nèvele)Apri nel vocabolario spine pb scìscìVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario na bbona rése.
Da u frutt ce canóscecanósceconoscereApri nel vocabolario l’àreveàrevealberoApri nel vocabolario.
L’albero si riconosce dal frutto.
Da mmézemméze“Tutt attórn e Cik amméze!”Apri nel vocabolario a na bóna razz pò scìscìVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario nu cavall pazz
speculare: Da na mmèlammelàaddolcire con miele (mmelà i nèvele)Apri nel vocabolario spine pb scìscìVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario na bbona rése.Da una buona razza può venir fuori un cavallo pazzo // Variante
Da u mègghiemègghie“U mègghie affère iè quedd ca nce fa” · “Ciadda vedé u mègghie ca ce pó”Apri nel vocabolario amìce la mègghia petrètepetrètesassataApri nel vocabolario.
I tradimenti da parte di persone di cui ci si fida sono quelli che fanno più male: “Dal migliore amico la migliore sassata”. Da u mméle paiatòrepaiatórepagatoreApri nel vocabolario sfik quédd ca pu. Dal cattivo pagatore cerca di ricavarci quello che puoi. DdìeDdieDioApri nel vocabolario ce védevedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario e ce sènt, in ogni Ilóche iè presènt. Il Signore ci vede e ci sente, in ogni luogo è presente // Proverbio biblico di Salomone: “In ogni luogo sono gli occhi di Dio”. DdìeDdieDioApri nel vocabolario dà i còrncòrncornaApri nel vocabolario a chi li pò seppurtà. Il Signore dà le corna a chi può sopportarle. Ddîìe quann te vò dà e u rre quann te vò luvàluvàtogliereApri nel vocabolario. Balzelli e tributi sono spesso avvertiti come autentiche rapine: “Sta al Signore concederti un bene quando vuole, al re (o allo Stato) togliertelo quando lo stabilisce”. DdìeDdieDioApri nel vocabolario te scamp da na vascia cadùtecadùtecadutaApri nel vocabolario e da u chiòvechióvepiovereApri nel vocabolario fine fine. I pericoli si celano anche dove meno lo sospetteresti: “Il Signore ti salvaguardi da una bassa caduta e dalla pioggerellina sottile”. DdîeDdieDioApri nel vocabolario védevedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario e pruvvéde. Il Signore vede e provvede. De front a la mòrtmòrtmortoApri nel vocabolario t’ha fa capècecapècecapaceApri nel vocabolario. Sulla morte: “Di fronte alla morte ti devi rassegnare”. De mamm ce ne sta vuna sélesèlesaleApri nel vocabolario. Sulla figura materna: “Di mamma ce n’è una sola”, De mparàmparà-ète · “Té mparà e t’éia pèrd”Apri nel vocabolario nce fenìsce mèiemèiemaiApri nel vocabolario. Sull’infinità dello scibile: “Di imparare non si finisce mai”. De pénepènepaneApri nel vocabolario d’ambre nce more. Le pene d'amore non hanno mai ammazzato nessuno: “Di pene d’amore non si muore”.
DdìeDdieDioApri nel vocabolario ce védevedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario e ce sènt, in ogni Ilóche iè presènt.
Il Signore ci vede e ci sente, in ogni luogo è presente // Proverbio biblico di Salomone: “In ogni luogo sono gli occhi di Dio”.
DdìeDdieDioApri nel vocabolario dà i còrncòrncornaApri nel vocabolario a chi li pò seppurtà.
Il Signore dà le corna a chi può sopportarle.
Ddîìe quann te vò dà e u rre quann te vò luvàluvàtogliereApri nel vocabolario.
Balzelli e tributi sono spesso avvertiti come autentiche rapine: “Sta al Signore concederti un bene quando vuole, al re (o allo Stato) togliertelo quando lo stabilisce”.
DdìeDdieDioApri nel vocabolario te scamp da na vascia cadùtecadùtecadutaApri nel vocabolario e da u chiòvechióvepiovereApri nel vocabolario fine fine.
I pericoli si celano anche dove meno lo sospetteresti: “Il Signore ti salvaguardi da una bassa caduta e dalla pioggerellina sottile”.
DdîeDdieDioApri nel vocabolario védevedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario e pruvvéde.
Il Signore vede e provvede.
De front a la mòrtmòrtmortoApri nel vocabolario t’ha fa capècecapècecapaceApri nel vocabolario.
Sulla morte: “Di fronte alla morte ti devi rassegnare”. De mamm ce ne sta vuna sélesèlesaleApri nel vocabolario. Sulla figura materna: “Di mamma ce n’è una sola”,
De mparàmparà-ète · “Té mparà e t’éia pèrd”Apri nel vocabolario nce fenìsce mèiemèiemaiApri nel vocabolario.
Sull’infinità dello scibile: “Di imparare non si finisce mai”. De pénepènepaneApri nel vocabolario d’ambre nce more. Le pene d'amore non hanno mai ammazzato nessuno: “Di pene d’amore non si muore”.
De tutt cose ce vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario la fine. Nulla duràduràdurareApri nel vocabolario per sempre: “Di tutte le cose si vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario la fine”. De Vènere e de Màrt ne nce spose e ne nce part.
Venerdì e Martedì sono giorni ritenuti infausti dalla tradizione popolare: “Di Venere e di Marte non ci si sposa e non si parte”.
DenèredenèredenaroApri nel vocabolario e sang ce caccene a ffòrz
Due cose che si cedono malvolentieri: “Denaro e sangue si tirano fuori a forza”.
Diàvelediàvelediavolo/iApri nel vocabolario fettùtefettùtefottutoApri nel vocabolario ncùlencùlenel di dietroApri nel vocabolario, famm’avé na chengiuntùre!
C’è chi, per denaro, non ha timore nemmeno di stuzzicare il demonio: “Diavolo fottuto, propiziami un colpo di fortuna!”.
Dimm a chi sì figghie e te sacce addîceaddìcedireApri nel vocabolario a chi t’assemìgghie.
I figli sono, nella maggior parte dei casi, simili ai genitori: “Dimmi a chi sei figlio e ti so dire a chi assomigli”.
Dimm ke chi va e te sacce addice chia sì.
Simili si è anche agli amici che si frequentano: “Dimmi con chi vai e ti so dire chi sei”.
Ditt pe ditt, checòcciachecòccecocuzzaApri nel vocabolario fritt! Passando di bocca in bocca, le notizie divengono irriconoscibili, come la zucchina dopo la frittura: “Detto per detto, zucca fritta!”. Dòocia vernètevèrnétestagione invernaleApri nel vocabolario, poca derrète. Inverno mite, raccolto scarso.
D'’ògni ssant arrìve la fèstfèstfestaApri nel vocabolario. Tutto arriva e tutto passa: “Di ogni santo arriva la festa”. Dole a chi dole.
Per quanto la partecipazione ad un dolore sia sentita: “Duole davvero solo a chi è direttamente colpito da una disgrazia!”. Dope i cunfètt vénnvénnvendereApri nel vocabolario i defèttdefèttdifettoApri nel vocabolario. Svaporata l’euforia delle nozze, affiorano spesso spigolosità e problemi: “Dopo i confetti vengono fuori i difetti”. Dope i fest, saccòccia vacàntvacàntvuotoApri nel vocabolario e delòredelóredolore: delóre d’chèpe (mal di testa)Apri nel vocabolario de tèst. Si sa che durante le feste di solito non si bada a spese: “Dopo le feste, tasca vuota e mal di testa”. Dépe la rasce vé la carastìecarastìecarestiaApri nel vocabolario. Il proverbio mette in guardia contro il facile ottimismo dei momenti fortunati: “Dopo l’abbondanza viene la carestia”. DópedópeVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario la salite vé la descésedescèsediscesaApri nel vocabolario. Speculare al precedente, il detto invita a guardare al futuro con fiducia anche nelle avversità: “Dopo la salita viene la discesa”. Dòope la tempèst vé la calm. Idem: “Dopo la tempesta viene la calma”. Dòope NatéleNatèleNataleApri nel vocabolario fréddfréddfreddoApri nel vocabolario e fèmefèmefameApri nel vocabolario. Un tempo, quando i più erano braccianti agricoli, d'inverno si rimaneva quasi tutti senza lavoro: “Dopo Natale freddo e fame” Il Variante più esplicita: “Prime de NatèleNatèleNataleApri nel vocabolario né fréddfréddfreddoApri nel vocabolario né fèmefèmefameApri nel vocabolario, dòpedópeVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario NatèleNatèleNataleApri nel vocabolario fréddfréddfreddoApri nel vocabolario e fèmefèmefameApri nel vocabolario. Dòépe tanta uèieuèieguaio/iApri nel vocabolario vé la mòrtmòrtmortoApri nel vocabolario. Il colpo di chiusura: “Dopo tanti guai arriva la morte”. Dove ce sta u bónebónebeneApri nel vocabolario nce móremórearomaApri nel vocabolario mèiemèiemaiApri nel vocabolario. L’affetto dei propri cari è, almeno secondo il proverbio, un elisir di lunga la vita: “Dove c’è l’amore non si muore mai”.
Svaporata l’euforia delle nozze, affiorano spesso spigolosità e problemi: “Dopo i confetti vengono fuori i difetti”. Dope i fest, saccòccia vacàntvacàntvuotoApri nel vocabolario e delòredelóredolore: delóre d’chèpe (mal di testa)Apri nel vocabolario de tèst.
Si sa che durante le feste di solito non si bada a spese: “Dopo le feste, tasca vuota e mal di testa”.
Dépe la rasce vé la carastìecarastìecarestiaApri nel vocabolario.
Il proverbio mette in guardia contro il facile ottimismo dei momenti fortunati: “Dopo l’abbondanza viene la carestia”.
DópedópeVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario la salite vé la descésedescèsediscesaApri nel vocabolario. Speculare al precedente, il detto invita a guardare al futuro con
fiducia anche nelle avversità: “Dopo la salita viene la discesa”.
Dòope la tempèst vé la calm.
Idem: “Dopo la tempesta viene la calma”.
Dòope NatéleNatèleNataleApri nel vocabolario fréddfréddfreddoApri nel vocabolario e fèmefèmefameApri nel vocabolario.
Un tempo, quando i più erano braccianti agricoli, d'inverno si rimaneva quasi tutti senza lavoro: “Dopo Natale freddo e fame”
Il Variante più esplicita: “Prime de NatèleNatèleNataleApri nel vocabolario né fréddfréddfreddoApri nel vocabolario né fèmefèmefameApri nel vocabolario, dòpedópeVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario NatèleNatèleNataleApri nel vocabolario fréddfréddfreddoApri nel vocabolario e fèmefèmefameApri nel vocabolario. Dòépe tanta uèieuèieguaio/iApri nel vocabolario vé la mòrtmòrtmortoApri nel vocabolario.
Il colpo di chiusura: “Dopo tanti guai arriva la morte”.
Dove ce sta u bónebónebeneApri nel vocabolario nce móremórearomaApri nel vocabolario mèiemèiemaiApri nel vocabolario.
L’affetto dei propri cari è, almeno secondo il proverbio, un elisir di lunga la vita: “Dove c’è l’amore non si muore mai”.
Dove ce sta u lèttlèttletto (menàrce da lu lètt: alzarsi in tutta fretta)Apri nel vocabolario ce sta l’affètt.
Proverbio con cui alcune mamme cercano a volte di spingere le figlie verso un matrimonio da esse non del tutto gradito: “Dove c’è il letto c*è l'affetto”.
Dove ce sta vust, nce sta perdènzperdènzperdita di tempo o di denaroApri nel vocabolario.
A ciò che piace si può sacrificare persino l’interesse: “Dove c’è gusto, non c'è perdenza”.
Dòove ce stann tantàtantàtentareApri nel vocabolario vall, nne fa mèiemèiemaiApri nel vocabolario iórniórngiornoApri nel vocabolario.
Quando si è in molti a voler comandare, è difficile addivenire ad un rapido accordo: “Dove ci sono tanti galli, non fa mai giorno”.
Déove màgnene quatt, màgnene pure cink.
Un posto in più a tavola non costituisce di certo un problema: “Dove si mangia in quattro, si mangia anche in cinque”.
Déove mitt i mènemènemanoApri nel vocabolario, ce vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario. Se ci si dà da fare: “Dove metti le mani, si vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario”.
Dòve nsì chiamète, come n’àsene sì trattète. Dove ti presenti senza invito, sei trattato come un somaro.
Dove nce sta remèdie, ce vò paciènzpaciènzpazienzaApri nel vocabolario.
In situazioni in cui non ci sono rimedi, occorre pazienza.
Dòove sta u pèpepèpeponteficeApri nel vocabolario, ddàddàVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario iè RómeRómeRomaApri nel vocabolario.
A fare la differenza non sono i luoghi, ma le persone: “Dov'è il papa, lì è Roma”.
Dòve spute u pòpelepòpelepopolo (farce nu bbóne pòpele: godere di buona reputazione)Apri nel vocabolario, ce eréie na funtènefuntènefontanaApri nel vocabolario.
L’unione fa la forza: “Dove sputàsputàsputareApri nel vocabolario il popolo, si crea una fontana” /l Anziché di fontana, una variante sammarchese parlàparlàparlareApri nel vocabolario di fiume (ce fa u hiume) ed una sanseverese di lago (fa w /èie).
Dove te cride ca ce stann i lard, ddàddàVoce del vocabolario LombardiApri nel vocabolario nce stann mank i ncine.
Il benessere è spesso più apparente che reale: “Dove pensi che ci siano lardi, lì non ci sono nemmeno uncini”.
Dove trèsce u sólesólesoleApri nel vocabolario, nne trèsce u mèdechemèdechemedicoApri nel vocabolario.
Luce, aria e calore sono le migliori delle medicine: “In una casa in cui entra il sole, non entra il medico” // Della mancanza del sole si soffriva un tempo soprattutto nei bassi delle stradine del centro storico, dove si ammassavano le famiglie meno abbienti. Dove va, iè mónnmónnmondo (all’atu mónn: nell’al di là)Apri nel vocabolario e paiésepaiésepaeseApri nel vocabolario. Proverbio dal respiro cosmopolita: “Dovunque tu vada, è mondo e paese” // Variante più articolata: Dove va iè monn e paiésepaiésepaeseApri nel vocabolario: ce stann i bónebónebeneApri nel vocabolario e ce stann i mmalamèntmmalamèntcattivoApri nel vocabolario, ce stann i campènecampènecampanaApri nel vocabolario e ce stann i puttòne.
Dove zómp la crèpecrépecrepaApri nel vocabolario, zómp la crapétt.
L'esempio materno è, nel bene e nel male, determinante: “Dove salta la capra, salta la capretta”.
DùdecedùdecedodiciApri nel vocabolario sò i mise e tridece sò i lune,
ma la nòtta cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario Ilòng iè quann te va a ccuche alladdiùnealladdiùnedigiunoApri nel vocabolario.Per chi ha fame il tempo non passa mai: “Dodici sono i mesi e tredici le lune, ma la notte più lunga è quando vai a letto digiuno” // Il detto riecheggia una battuta del noto Bertoldo di G. C. Croce (1550-1609), originale figura di letterato popolaresco.
Dui sabbete accécchie nne vvénn mèiemèiemaiApri nel vocabolario.
Due sabati insieme non vengono mai // Il proverbio è di probabile tradizione giudaica; per noi cristiani sarebbe più logico, infatti, parlare di due domeniche.
Dui surge ntàntà“Ntà l’òrt d’lu cumpère ce cògghiene i mègghie melùne” · “Nt’ha pigghià ràie p’nnènt!”Apri nel vocabolario nu cavùtecavùtebucoApri nel vocabolario nce ponn sta. E infine, sulla scomodità di certe convivenze: “Due topi nello stesso buco non ci possono stare”.
Dove trèsce u sólesólesoleApri nel vocabolario, nne trèsce u mèdechemèdechemedicoApri nel vocabolario.
Luce, aria e calore sono le migliori delle medicine: “In una casa in cui entra il sole, non entra il medico” // Della mancanza del sole si soffriva un tempo soprattutto nei bassi delle stradine del centro storico, dove si ammassavano le famiglie meno abbienti.
Dove va, iè mónnmónnmondo (all’atu mónn: nell’al di là)Apri nel vocabolario e paiésepaiésepaeseApri nel vocabolario.
Proverbio dal respiro cosmopolita: “Dovunque tu vada, è mondo
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