Proverbi in dialetto di Apricena
Detti che sentivate in casa — raccolti nel dialetto di Apricena da Antonio Lombardi. Sfoglia per lettera: dove il testo è validato, leggi i proverbi in pagina; dove no, resta il facsimile del libro. Le lettere A, B, D, F, G, H, K, O, R, V sono collazionate sul libro (testo in pagina). Le altre restano in revisione umana sul facsimile.
Indice alfabetico dei proverbi
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Raccolta di Antonio Lombardi
Proverbi della lettera G
1pagina 1
Testo validatoGènta trìsttrìsttristeApri nel vocabolario, numenètenumenètenomeaApri nel vocabolario e vvist.
Sul potere evocativo delle parole: “Gente malvagia, nominata e vista”’// E? il corrispettivo del latino: “Lupus in fabula”.
2pagina 1
Testo validatoGése Crist c'é fatt ròssròssgrandeApri nel vocabolario k'u pènecòttpènecòttpancottoApri nel vocabolario.
Per invogliare i piccoli a mandar giù il pancottino, le mamme dicevano un tempo: “Gesù Cristo è cresciuto col pancotto!”.
3pagina 1
Testo validatoGése Crist dà i bescòtt a chi nté dèntdèntdente (della boccaApri nel vocabolario.
Il Signore dà i biscotti a chi non ha denti.
4pagina 1
Testo validatoGése Crist mi, fa sta bónebónebeneApri nel vocabolario a mme, a u marìtemarìtemaritoApri nel vocabolario de mugghièreme e a u patre ‘i figghie mi!
Un padre che prega in apparenza anche per moglie e figli, ma in realtà lo fa solo per se stesso: “Gesù Cristo mio, fa” che stia bene io, il marito di mia moglie ed il padre dei miei figli!”.
5pagina 1
Testo validatoGése Crist mi, aiuteme tu a magnià e vvéve e a nne ffa nèntnèntnienteApri nel vocabolario cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario!
Preghiera di un neopensionato: “Gesù Cristo mio, aiutami Tu a mangiare e bere e a non fare niente più!”.
6pagina 1
Testo validatoGgiugne: fàvecia chiénechiéne“Trippa chiène cant e cammiscia nétta no”Apri nel vocabolario.
“Giugno: falce piena”, perché è tempo di mietitura (vedi sotto).
7pagina 1
Testo validatoGiùgneGiùgneGiugnoApri nel vocabolario iè de calóre e Sant’Antònie è metetóremetetóremietitore/iApri nel vocabolario; i metetùre sò calètecalètecalataApri nel vocabolario e la fiquere iè mmaturète.
Giugno è di calore e Sant'Antonio è mietitore; i mietitori sono calati e i fichi sono maturati // Il detto riporta all’epoca in cui affluivano da noi, partendo dalle circostanti zone rivierasche e montane, numerosissimi braccianti i quali, portandosi al seguito un fagotto di biancheria e la falce per mietere, stazionavano, spesso per intere giornate, a FórefórefuoriApri nel vocabolario la CrócecrócecroceApri nel vocabolario, dormendo addirittura all'aperto in attesa dell’ingaggio; il via alla mietitura veniva dato in genere a Sant’ Antonio (13 Giugno).
8pagina 2
Testo validatoGniùttete stu pìnnelepìnnelepillola/eApri nel vocabolario e pu me sàcce a ddìce!
La vita costringe a volte ad inghiottire ben altro che pillole: “Butta giù questa pillola, e poi sappimi dire!”
9pagina 2
Testo validatoGniùttete stu ròsp, e zitt!
Idem: “Inghiotti questo rospo, e zitto!””.
10pagina 2
Testo validatoGrazie a la pizz!
A fronte di affermazioni ovvie: “Grazie alla pizza!”.
11pagina 2
Testo validatoGrazie quann stèng sazie ca, quann stèng alladdiùnealladdiùnedigiunoApri nel vocabolario,
nne rrengrazie pròprie a nesciùnenesciùneo agg. nessunoApri nel vocabolario!E, per chiudere con la gi, un ringraziamento condizionato: “Grazie quando sono sazio perché, quando sono digiuno, non ringrazio proprio nessuno!”.
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