Proverbi in dialetto di Apricena
Detti che sentivate in casa — raccolti nel dialetto di Apricena da Antonio Lombardi. Sfoglia per lettera: dove il testo è validato, leggi i proverbi in pagina; dove no, resta il facsimile del libro. Le lettere A, B, F, G, H, K, O, R, V sono collazionate sul libro (testo in pagina). Le altre restano in revisione umana sul facsimile.
Indice alfabetico dei proverbi
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Raccolta di Antonio Lombardi
Proverbi della lettera V
1pagina 1
Va a ffa bónebónebeneApri nel vocabolario a stu mónnmónnmondo (all’atu mónn: nell’al di là)Apri nel vocabolario!
L’esclamazione sospensiva: “Va a fare del bene a questo mondo...” sottintende: “non c’è alcuna riconoscenza”.
2pagina 1
“Va a ffa na cóse de furie”, ha dditt la cestùniecestùnietartarugaApri nel vocabolario.
“Va a fare una cosa in fretta!”, esclamò una tartaruga che, dopo aver scalato, in vari anni di duràduràdurareApri nel vocabolario fatica, una montagna, giunta finalmente in cima, inciampò e rotolò di nuovo giù.
3pagina 1
Va a la fiérefiérefieraApri nel vocabolario e, s'ha ccattà, ccatt ggióne e nce penzàpenzàpensareApri nel vocabolario.
Un consiglio datato per chi aveva bisogno di equini, utilizzati un tempo in numerose attività: “Va’ in fiera e, se devi acquistare animali, comprali giovani senza starci a pensare”.
4pagina 1
Vaie pe iùteiùteandata (na iùte e na menùte: un’andata e un ritorno)Apri nel vocabolario e tròve sderrùpesderrùperovinaApri nel vocabolario!
Recriminazione per un soccorso risultato controproducente: “Vado per avere una mano d’aiuto e ne ricevo danno!”.
5pagina 1
Vatt u fèrrfèrrferroApri nel vocabolario quann iè càvedecàvedecaldoApri nel vocabolario.
Le occasioni vanno colte al volo: “Batti il ferro quando è caldo” Il Proverbio latino analogo: “Ferrum cudendum est dum candet in igne” (Il ferro va battuto finché rosseggia nel fuoco).
6pagina 1
Vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario e nne ttuccà iè na cose da crepà.
Vedere e non toccare è una cosa da crepare.
7pagina 1
Vedévedévist · vedé la mòrt k’ll’òcchie: correre un pericolo mortaleApri nel vocabolario fa, sapésapésapereApri nel vocabolario fa.
L’occhio attento apprende con rapidità: “Veder fare, saper fare”.
8pagina 1
Vennùte fenùte.
Venduto un bene, finisce anche il denaro ricavatovi.
9pagina 2
VècchievècchieanzianoApri nel vocabolario e frustire sta a Ilòre quédd ca vónn dice.
Vecchi e forestieri non sono attendibili perché dicono quel che vogliono, senza tema di essere smentiti.
10pagina 2
VècchievècchieanzianoApri nel vocabolario iè chi móremórearomaApri nel vocabolario apprìmeapprìme“Chi móre apprìme ce la ffrànk dópe”Apri nel vocabolario
La vecchiaia non è solamente una questione anagrafica: “Vecchio è chi muore prima”.
11pagina 2
Vèle cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario na bóna numenètenumenètenomeaApri nel vocabolario ca na massarie.
Sulla reputazione: “Vale più una buona nomea che una masseria”.
12pagina 2
Vèle cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario n’amice ca cènt parèntparèntparente/iApri nel vocabolario.
Sull’amicizia: “Vale più un solo amico di cento parenti”.
13pagina 2
Vèng bbóne la téla mì, sckatt e crépecrépecrepaApri nel vocabolario chi la tèss!
All’insegna del più puro egoismo: “Purché venga bene la mia tela, crepi pure chi la sta tessendo!”.
14pagina 2
Via lòng nne rròmp traìnetraìne[frApri nel vocabolario.
Un invito ad evitare le scorciatoie che sono spesso disagevoli: “Via lunga non spezza carro”.
15pagina 2
Via vìevìeviaApri nel vocabolario ciagghiùst la salm.
“Strada facendo si sistema il carico”: l'importante è partire. Viccia, viccia, vicce: chi l’ha fatt ce lu spicce! Tradotto a senso: “Tacchino, tacchino, tacchino: chi ha creato il problema se lo risolva!”.
16pagina 2
VièteviètebeatoApri nel vocabolario a chi adda vé e trist a chi adda dà.
Meglio essere in credito che in debito: “Beato chi deve ricevere e infelice chi deve dare”.
17pagina 2
VièteviètebeatoApri nel vocabolario a chi ce móremórearomaApri nel vocabolario de sùbbetesùbbetesubitoApri nel vocabolario e nce n’accòrge de nèntnèntnienteApri nel vocabolario.
Beato chi muore di colpo e non si rende conto di niente.
18pagina 2
VièteviètebeatoApri nel vocabolario a chi t'è n’òcchie sólesólesoleApri nel vocabolario e ce lu céchecécheinguine - 2) agg. ciecoApri nel vocabolario.
“Beato chi ha un occhio solo e lo perde!” perché si mette al riparo dalla tentazione di impicciarsi degli affari altrui.
19pagina 3
VièteviètebeatoApri nel vocabolario a quédda chèsachèsecasaApri nel vocabolario dóve ce sta na gghiìreca rèse.
“Beata quella casa dove c’è una chierica rasa”, e cioè un prete.
20pagina 3
VièteviètebeatoApri nel vocabolario a te ca ncapìsce nèntnèntnienteApri nel vocabolario!
Beatificazione bonaria di chi si mostra del tutto inconsapevole: “Beato te, che non capisci niente!”.
21pagina 3
VièteviètebeatoApri nel vocabolario a te, ca iì me sènt crepà!
Risposta data da un monaco ben pasciuto ad un poveraccio affamato che si era recato al convento ad elemosinare un tozzo di pane: “Beato te, ché io mi sento crepare dalla sazietà!””.
22pagina 3
VièteviètebeatoApri nel vocabolario a te, cafone, ca te magne pènepènepaneApri nel vocabolario e cardónecardónecardo (nsc. Eringium campestre)Apri nel vocabolario!
Altro detto beffardo, posto anch’esso, dalla tradizione, sulla bocca di un monaco: “Beato te, cafone, che mangi pane e cardone!” // La beatitudine costituisce l’esordio della filastrocchetta: “VièteviètebeatoApri nel vocabolario a te cafone ca te magne pènepènepaneApri nel vocabolario e cardone! lì sò nu pòverepòverepoveroApri nel vocabolario mònechemònechemonaco/iApri nel vocabolario sventurètesventurètesventuratoApri nel vocabolario, ca me magne a la matìnematìnemattinoApri nel vocabolario ióve e a la séreséresera - 2) sm. sieroApri nel vocabolario supprescètesupprescètesoppressataApri nel vocabolario!”. “Ca te fréchefréchegran quantità (na fréche d’sòld)Apri nel vocabolario!”, aggiungeva di solito mio padre per sottolineare, nel riferirla, il cinismo del monaco.
23pagina 3
Vigna iéve e vigna iè!
Molti mutamenti sono spesso più apparenti che reali: “Vigna era e vigna è!”.
24pagina 3
Vigna, vigna, vignòleVignóleVignolaApri nel vocabolario:
accómeaccóme“Té la chèpa tòst accóme e nu mule · “Accóme fa ffa t’hanna sèmp tredecà!”Apri nel vocabolario iè la mamm accuscì iè la figlióle!Le figlie somigliano, nel bene e nel male, alle madri: “Vigna, vigna, vignola, com'è la madre così è la figliola!”.
25pagina 3
Vist na chelònnchelònncolonnaApri nel vocabolario ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario na MadònnMadònnMadonnaApri nel vocabolario.
Sull’importanza dell’abbigliamento: “Vesti una colonna ché sembra una Madonna”.
26pagina 4
Vist nu pèle ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario nu cardenèle.
Idem: “Vesti un palo ché sembra un cardinale” Variante: Vistete, ceppóneceppónecioccoApri nel vocabolario, ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario baróne.
27pagina 4
Vistete, cafónecafónecontadinoApri nel vocabolario, ca pèrepèrepaio (nu père d’scàrp) - 2) agg. pariApri nel vocabolario baróne
Idem: “Vestiti, cafónecafónecontadinoApri nel vocabolario, ché sembri un barone”
28pagina 4
Vizie de nature fine alla mòrtamòrtmortoApri nel vocabolario dure.
Vizio di natura dura fino alla morte // Lo stesso vale anche per le qualità positive: “Done de nature fine alla mòrtamòrtmortoApri nel vocabolario dure”
29pagina 4
Vó ièssièssessereApri nel vocabolario la rànnelerànnelegrandineApri nel vocabolario,
ma nò k’ha ccise u vignarólevignarólevignaioloApri nel vocabolario dint la casétt de fèrrfèrrferroApri nel vocabolario!Di esagerazioni: “Per quanto sia stata grande la grandine, non può aver ammazzato il vignaiolo nella sua casetta di ferro!”.
30pagina 4
Vòie cchiuttòst nu ciucce ca me pòrtpòrtméttece a pòrt: fare l’autostop · l’attuale Corso GaribaldiApri nel vocabolario,
ca nu cavall ca me iètt.Mirare alle apparenze comporta dei rischi: “Voglio piuttosto un ciuco che mi porti, anziché un cavallo che mi disarcioni”.
31pagina 4
Vole u ciùcceciùccesomaroApri nel vocabolario? Vóle!
Dei creduloni che prendono per buono tutto ciò che gli si dice: “Vola l’asino? Vola!”.
32pagina 4
Vucìne mì, sprecchièlesprecchièlespecchioApri nel vocabolario mì!
Sui rapporti di buon vicinato: “Mio vicino, mio specchio!”.
33pagina 4
Vucine vigne vigne,
da rass mamm e figghie, cumpère cènt mìgghiemigghiemiglioApri nel vocabolario.Idem: “Coi vicini rapporti molto stretti, alla larga madri e figli, compari lontani cento miglia”.
34pagina 4
Vugne l’ass ca la róteróteteglia di stagno per pizze con piccolo bordo ondulatoApri nel vocabolario camine.
Un’indicazione su come procacciarsi favoritismi: “Ungi l’asso che la ruota cammina”.
35pagina 4
VulévulévolereApri nel vocabolario fa, sapésapésapereApri nel vocabolario fa.
Sulla forza della volontà: “Voler fare equivale a saper fare”.
36pagina 5
Vulérce bbéne nne ccòst nèntnèntnienteApri nel vocabolario.
La reciprocità del dono più prezioso è a costo zero: “Volersi bene non costa niente”.
37pagina 5
Vune cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario ne té e cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario ne vò.
Sull’avidità: “Uno più ne ha e più ne vuole”.
38pagina 5
Vune cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario nne ffà nèntnèntnienteApri nel vocabolario e cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario nne vò fa nèntnèntnienteApri nel vocabolario.
Sulla pigrizia: “Uno più non fa niente e più non vuole far niente”.
39pagina 5
Vune cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario sèpe e cchiùcchiùpiùApri nel vocabolario ce vò mparàmparà-ète · “Té mparà e t’éia pèrd”Apri nel vocabolario.
Sulla sete di conoscenze: “Uno più sa e più ha voglia di imparare” // Il filosofo Seneca arriva a fare del sapere un dovere per tutte le età, vecchiaia inclusa: “Etiam seni esse discendum” (Anche un vecchio deve imparare).
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